Fondamenta della Pasina, San Polo 1114
Venezia
Ingresso libero
Un progetto espositivo a cura di Elisa Monaci, realizzato dagli studenti del corso Art Moving and Set Up Manager dell’ITS Marco Polo Academy, in collaborazione con Orler Art Gallery. La mostra inaugura un ciclo di esposizioni nate da questa sinergia, che trasforma la galleria in un laboratorio permanente di sperimentazione espositiva. Le opere in mostra provengono dal fondo artistico Orler.
Il titolo, MORE, gioca sul doppio significato: l’inglese “di più” e il veneziano “amore”. Il progetto esplora il tema dell’accumulo nell’arte e nella società contemporanea, dove abbondanza e scarsità convivono in tensione continua. Da un lato, la sovrapproduzione e il consumo compulsivo; dall’altro, la necessità di selezionare, conservare, trasformare in memoria.
Attraverso una selezione di opere del secondo Novecento e contemporanee, la mostra interroga il nostro rapporto con il desiderio, la materia e le eredità. Un’indagine che si estende idealmente anche a Venezia, città costruita e salvata da una lunga storia di accumulazioni — di terra, di merci, oggi di turisti e oggetti — che ne hanno forgiato l’identità.
In copertina, un accumulo che punta verso il cielo: Maurizio Galimberti, New York Caffè Angelique, 2006 (dettaglio).
Ingresso libero
Un progetto espositivo a cura di Elisa Monaci, realizzato dagli studenti del corso Art Moving and Set Up Manager dell’ITS Marco Polo Academy, in collaborazione con Orler Art Gallery. La mostra inaugura un ciclo di esposizioni nate da questa sinergia, che trasforma la galleria in un laboratorio permanente di sperimentazione espositiva. Le opere in mostra provengono dal fondo artistico Orler.
Il titolo, MORE, gioca sul doppio significato: l’inglese “di più” e il veneziano “amore”. Il progetto esplora il tema dell’accumulo nell’arte e nella società contemporanea, dove abbondanza e scarsità convivono in tensione continua. Da un lato, la sovrapproduzione e il consumo compulsivo; dall’altro, la necessità di selezionare, conservare, trasformare in memoria.
Attraverso una selezione di opere del secondo Novecento e contemporanee, la mostra interroga il nostro rapporto con il desiderio, la materia e le eredità. Un’indagine che si estende idealmente anche a Venezia, città costruita e salvata da una lunga storia di accumulazioni — di terra, di merci, oggi di turisti e oggetti — che ne hanno forgiato l’identità.
In copertina, un accumulo che punta verso il cielo: Maurizio Galimberti, New York Caffè Angelique, 2006 (dettaglio).
ultimo accesso: ore 22:30