ATENEO VENETO

Campo San Fantin, San Marco 1897
Venezia

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The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs

Dalle 17:00

alle 00:00

 Ingresso libero contingentato

L’installazione dell’artista indonesiana Natasha Tontey prende avvio dalla storia di Len Karamoy, una combattente della resistenza del movimento politico Permesta attivo nel Nord Sulawesi tra il 1957 e il 1961, che si oppose al potere centralizzato del governo indonesiano. Nella rilettura dell’artista, la figura storica si trasforma in una presenza mitica e collettiva, moltiplicata nei Phantom Combatants, un coro di giovani combattenti impegnate in pratiche rituali e di addestramento che intrecciano dimensioni chimiche, spirituali e politiche.
Attraverso video, suono e scultura, l’opera esplora temi legati alla sovranità del corpo, delle culture e dei territori, mettendo in relazione la memoria storica con immaginari contemporanei e futuri alternativi. Il linguaggio visivo combina estetiche ispirate ai B-movie con tecnologie avanzate di imaging, tra cui quantum ghost imaging, LiDAR, fotogrammetria 3D e riprese termiche, richiamando le modalità attraverso cui corpi e paesaggi vengono osservati, mappati e controllati.
Il progetto, commissionato da LAS Art Foundation e Amos Rex, rappresenta l’opera più ambiziosa realizzata finora da Tontey e si inserisce nel programma espositivo internazionale attivato in occasione della Biennale.

Ultimo accesso: ore 23:40

IMG_2644.jpeg

The Phantom Combatants and the Metabolism of Disobedient Organs

Dalle 17:00

alle 00:00

Ingresso libero contingentato

L’installazione dell’artista indonesiana Natasha Tontey prende avvio dalla storia di Len Karamoy, una combattente della resistenza del movimento politico Permesta attivo nel Nord Sulawesi tra il 1957 e il 1961, che si oppose al potere centralizzato del governo indonesiano. Nella rilettura dell’artista, la figura storica si trasforma in una presenza mitica e collettiva, moltiplicata nei Phantom Combatants, un coro di giovani combattenti impegnate in pratiche rituali e di addestramento che intrecciano dimensioni chimiche, spirituali e politiche.
Attraverso video, suono e scultura, l’opera esplora temi legati alla sovranità del corpo, delle culture e dei territori, mettendo in relazione la memoria storica con immaginari contemporanei e futuri alternativi. Il linguaggio visivo combina estetiche ispirate ai B-movie con tecnologie avanzate di imaging, tra cui quantum ghost imaging, LiDAR, fotogrammetria 3D e riprese termiche, richiamando le modalità attraverso cui corpi e paesaggi vengono osservati, mappati e controllati.
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