Ingresso libero contingentato
Il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia ospita la Lectio magistralis di Salvatore Sciarrino, intitolata L’immagine del suono.
Leone d’Oro alla carriera per la musica contemporanea e figura di riferimento assoluto nel panorama compositivo internazionale, Sciarrino guiderà il pubblico in una riflessione profonda sul rapporto tra percezione visiva e creazione sonora. L’incontro è a cura della Scuola di Dottorato in Musica, Performance e Innovazione Tecnologica.
Ingresso libero contingentato
Il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia ospita la Lectio magistralis di Salvatore Sciarrino, intitolata L’immagine del suono.
Leone d’Oro alla carriera per la musica contemporanea e figura di riferimento assoluto nel panorama compositivo internazionale, Sciarrino guiderà il pubblico in una riflessione profonda sul rapporto tra percezione visiva e creazione sonora. L’incontro è a cura della Scuola di Dottorato in Musica, Performance e Innovazione Tecnologica.
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La musica, di per sé, non ci richiederebbe un’esplicita interrogazione sul presente, né tantomeno sul concetto di pace. Tuttavia, finché la musica verrà praticata e usufruita in luoghi pubblici, all’interno di progetti collettivi e in forme istituzionalizzate, è del tutto illusorio pensare di poter condurre la propria attività musicale senza chiedersi quali siano le condizioni che la garantiscono.
Per citare il poeta Marwan Makhoul: “In order for me to write poetry that isn’t political/ I must listen to the birds/ and in order to hear the birds/ the warplanes must be silent”. (Yun Zhang)
Musica per pianoforte di Beethoven e Chopin.
Ingresso libero contingentato
Si tratta di un breve oratorio di Paolo Notargiacomo sul passaggio di San Francesco a Venezia, origine della ricca tradizione del francescanesimo veneziano, in occasione dell’Anno Giubilare Francescano (ottavo centenario della morte del Santo d’Assisi). La storia racconta gli episodi della vita di San Francesco legati al suo soggiorno veneziano di ritorno dal viaggio in Egitto, e l’eredità culturale, simbolica, morale e spirituale di tale passaggio, con particolare riferimento al messaggio di fraternità, di pace e di carità portato dal Santo.
Si tratta di un breve oratorio di Paolo Notargiacomo sul passaggio di San Francesco a Venezia, origine della ricca tradizione del francescanesimo veneziano, in occasione dell’Anno Giubilare Francescano (ottavo centenario della morte del Santo d’Assisi). La storia racconta gli episodi della vita di San Francesco legati al suo soggiorno veneziano di ritorno dal viaggio in Egitto, e l’eredità culturale, simbolica, morale e spirituale di tale passaggio, con particolare riferimento al messaggio di fraternità, di pace e di carità portato dal Santo.
Ingresso libero contingentato
Apollo e Dafne (HWV 122) è una cantata profana composta da Georg Friedrich Händel tra il 1709 e il 1710. Händel iniziò il lavoro a Venezia nel 1709, e lo completò ad Hannover, dopo il suo arrivo nel 1710 per assumere l’incarico di maestro di cappella presso l’Elettore di Sassonia.
Il libretto rielabora il mito ovidiano dell’amore non corrisposto di Apollo per la ninfa Dafne, intrecciando scene di idillio pastorale a momenti di intensa tensione drammatica. Pur nella dimensione “da camera”, la scrittura rivela una sorprendente forza teatrale: i recitativi delineano con chiarezza l’azione, mentre le arie scavano nei moti interiori dei personaggi con finezza psicologica.
Il carattere brillante e la linea melodica agile restituiscono l’ebbrezza dell’innamoramento, creando un contrasto emotivo tanto più efficace con l’esito tragico del mito.
In questa pagina si coglie già il talento di Händel nel coniugare eleganza formale e immediatezza espressiva, qualità che renderanno il suo teatro musicale tra i più coinvolgenti del Barocco europeo.
Apollo e Dafne (HWV 122) è una cantata profana composta da Georg Friedrich Händel tra il 1709 e il 1710. Händel iniziò il lavoro a Venezia nel 1709, e lo completò ad Hannover, dopo il suo arrivo nel 1710 per assumere l’incarico di maestro di cappella presso l’Elettore di Sassonia.
Il libretto rielabora il mito ovidiano dell’amore non corrisposto di Apollo per la ninfa Dafne, intrecciando scene di idillio pastorale a momenti di intensa tensione drammatica. Pur nella dimensione “da camera”, la scrittura rivela una sorprendente forza teatrale: i recitativi delineano con chiarezza l’azione, mentre le arie scavano nei moti interiori dei personaggi con finezza psicologica.
Il carattere brillante e la linea melodica agile restituiscono l’ebbrezza dell’innamoramento, creando un contrasto emotivo tanto più efficace con l’esito tragico del mito.
In questa pagina si coglie già il talento di Händel nel coniugare eleganza formale e immediatezza espressiva, qualità che renderanno il suo teatro musicale tra i più coinvolgenti del Barocco europeo.
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La musica da camera come metafora di convivenza pacifica: voci diverse che si ascoltano, si cedono il passo, costruiscono insieme. Il programma accosta due maestri del classicismo viennese, Franz Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart.
La musica da camera come metafora di convivenza pacifica: voci diverse che si ascoltano, si cedono il passo, costruiscono insieme. Il programma accosta due maestri del classicismo viennese, Franz Joseph Haydn e Wolfgang Amadeus Mozart.