Ingresso libero contingentato
La pace non è lo strumento che evita o cessa le guerre ma anzitutto lo stato di “armonia” che serve per prevenirle.
Da quando esiste l’uomo le guerre non hanno mai smesso di essere combattute: il tempo passa, ma ancora uomini e donne cadono sotto le bombe, a volte pregando, a volte maledicendo, a volte sperando…
Cosa può fare la musica per la pace? L’arte, come la pace, è intimamente connessa alla natura dell’uomo e la musica, nella sua intrinseca disposizione a stabilire legami, può sanare la natura umana, ha una funzione preventiva ed educativa e possiede inoltre, per chi crede, un’intima relazione con la vita soprannaturale.
Per un musicista dunque la pace non è un’utopia: diversi i toni, differenti le note ma se articolate insieme, con sapienza, diventano dimostrazione che insieme, nella differenza, si può comporre, armonizzare, coesistere, collaborare, ricreare.
Inoltre la musica d’insieme prevede l’interazione tra diversi strumenti che non si sovrappongono, ma ciascuno, con il proprio talento, la trasforma in un canto collettivo: è proprio in questo spazio riservato, nello stesso tempo intimo e condiviso, che oggi è possibile connettere speranze e desideri, probabilmente senza clamori e senza azioni decisive ma con quella seduzione che sa colpire nel profondo.
Musica insieme che è richiamo alla vita, bisogno di futuro.
Musica da camera di Claude Debussy, Lili Boulanger e Eugene Bozza.
Ingresso libero contingentato
La pace non è lo strumento che evita o cessa le guerre ma anzitutto lo stato di “armonia” che serve per prevenirle.
Da quando esiste l’uomo le guerre non hanno mai smesso di essere combattute: il tempo passa, ma ancora uomini e donne cadono sotto le bombe, a volte pregando, a volte maledicendo, a volte sperando…
Cosa può fare la musica per la pace? L’arte, come la pace, è intimamente connessa alla natura dell’uomo e la musica, nella sua intrinseca disposizione a stabilire legami, può sanare la natura umana, ha una funzione preventiva ed educativa e possiede inoltre, per chi crede, un’intima relazione con la vita soprannaturale.
Per un musicista dunque la pace non è un’utopia: diversi i toni, differenti le note ma se articolate insieme, con sapienza, diventano dimostrazione che insieme, nella differenza, si può comporre, armonizzare, coesistere, collaborare, ricreare.
Inoltre la musica d’insieme prevede l’interazione tra diversi strumenti che non si sovrappongono, ma ciascuno, con il proprio talento, la trasforma in un canto collettivo: è proprio in questo spazio riservato, nello stesso tempo intimo e condiviso, che oggi è possibile connettere speranze e desideri, probabilmente senza clamori e senza azioni decisive ma con quella seduzione che sa colpire nel profondo.
Musica insieme che è richiamo alla vita, bisogno di futuro.
Musica da camera di Claude Debussy, Lili Boulanger e Eugene Bozza.
Ingresso libero contingentato
Quasi Variations, trio per flauto, violino e pianoforte composto nel 1946 da Thomas de Hartmann – figura ancora troppo poco conosciuta nonostante una biografia straordinaria – è un’opera che attraversa mondi sonori diversi: danze popolari, folklore, romanticismo, musica da cinema.
Un caleidoscopio stilistico che rivela la curiosità e l’eclettismo di un compositore capace di muoversi con disinvoltura tra tradizioni lontane.
Ingresso libero contingentato
Il respiro, azione necessaria e indispensabile per la vita, accomuna tutti gli esseri umani, diventando simbolo universale di vita, dialogo e pace.
È anche il gesto che ci consente di suonare il flauto dolce e di esprimere differenti atmosfere e stati d’animo. Nella musica antica il soffio del flauto dolce è intimo, umano, fragile… non impone, ma incanta e persuade; nella musica contemporanea è invece sussurrato o più spesso gridato, teso o strappato, cerca il modo di esprimersi e farsi sentire, quasi che respirare normalmente non basti più a invocare il diritto alla vita.
Musica da camera di G. A. Pandolfi Mealli, Jakob Van Eyck, Anne Danican Philidor e Louis Andriessen.
Il respiro, azione necessaria e indispensabile per la vita, accomuna tutti gli esseri umani, diventando simbolo universale di vita, dialogo e pace.
È anche il gesto che ci consente di suonare il flauto dolce e di esprimere differenti atmosfere e stati d’animo. Nella musica antica il soffio del flauto dolce è intimo, umano, fragile… non impone, ma incanta e persuade; nella musica contemporanea è invece sussurrato o più spesso gridato, teso o strappato, cerca il modo di esprimersi e farsi sentire, quasi che respirare normalmente non basti più a invocare il diritto alla vita.
Musica da camera di G. A. Pandolfi Mealli, Jakob Van Eyck, Anne Danican Philidor e Louis Andriessen.
Ingresso libero contingentato
Imagine, il brano che forse rappresenta più iconicamente il silenzio delle armi, la speranza e la fratellanza per un futuro migliore, è diventato famoso in tutto il mondo ed è stato scritto da John Lennon in coproduzione con la moglie Yoko Ono. Altre importanti stars hanno cantato tale inno in performance rimaste memorabili come quella di Patti LaBelle, anche con Anna Oxa, e quella dell’ultimo festival di Sanremo che ha visto sul palco la cantante Noa con Mira Awad cantando il testo in tre lingue diverse: ebraico, arabo e inglese.
Imagine, il brano che forse rappresenta più iconicamente il silenzio delle armi, la speranza e la fratellanza per un futuro migliore, è diventato famoso in tutto il mondo ed è stato scritto da John Lennon in coproduzione con la moglie Yoko Ono. Altre importanti stars hanno cantato tale inno in performance rimaste memorabili come quella di Patti LaBelle, anche con Anna Oxa, e quella dell’ultimo festival di Sanremo che ha visto sul palco la cantante Noa con Mira Awad cantando il testo in tre lingue diverse: ebraico, arabo e inglese.
Ingresso libero contingentato
Anarchia, contestazione, disobbedienza
“The best form of government is no government at all” , uno dei frammenti del Saggio sulla Disobbedienza civile di Henry David Thoreau scelti da John Cage per la sua Song n.35, è il titolo che abbiamo voluto dare a questa festosa e appassionata incursione nella musica che prende posizione, che disobbedisce, che contesta e deride il potere costituito.
Lo stesso potere che – contando sulla nostra indifferenza – ci vorrebbe trascinare costantemente nelle logiche deliranti della guerra.
Dalla denuncia degli orrori della guerra in Vietnam di Andriessen all’azione musicale politica di Cardew, dalla fantasia irrudicibile ed anarchica di Cage al graffio sarcastico di Frank Zappa, questo programma sembra volerci dire che la musica può essere un formidabile dispositivo di boicottaggio della guerra e dell’oppressione.
Anarchia, contestazione, disobbedienza
“The best form of government is no government at all” , uno dei frammenti del Saggio sulla Disobbedienza civile di Henry David Thoreau scelti da John Cage per la sua Song n.35, è il titolo che abbiamo voluto dare a questa festosa e appassionata incursione nella musica che prende posizione, che disobbedisce, che contesta e deride il potere costituito.
Lo stesso potere che – contando sulla nostra indifferenza – ci vorrebbe trascinare costantemente nelle logiche deliranti della guerra.
Dalla denuncia degli orrori della guerra in Vietnam di Andriessen all’azione musicale politica di Cardew, dalla fantasia irrudicibile ed anarchica di Cage al graffio sarcastico di Frank Zappa, questo programma sembra volerci dire che la musica può essere un formidabile dispositivo di boicottaggio della guerra e dell’oppressione.