Ingresso libero
Palazzo Vendramin Grimani presenta la prima mostra in Italia dedicata all’artista francese Patrick Saytour (Nizza, 1935 – Aubais, 2023), cura di Daniela Ferretti, realizzata in collaborazione con Ceysson & Bénétière.
Attraverso un percorso di pieghe, bruciature e superfici instabili, la ricerca di Saytour sulla materia entra in dialogo con l’annientamento concettuale di Piero Manzoni, dando vita a una riflessione radicale sul gesto, sul tempo e sulla trasformazione.
Affacciato sul Canal Grande, Palazzo Vendramin Grimani è uno dei luoghi simbolo del Rinascimento veneziano, oggi animato dalla Fondazione dell’Albero d’Oro. Dopo un rigoroso lavoro di restauro e valorizzazione, la Fondazione ha trasformato il palazzo in uno spazio aperto alla ricerca, alla creazione contemporanea e al dialogo internazionale.
La programmazione della Fondazione si sviluppa attraverso mostre temporanee, residenze, pubblicazioni e incontri, con l’obiettivo di mettere in relazione pratiche artistiche contemporanee e memoria storica del luogo. In questa occasione, le opere di Patrick Saytour non occupano semplicemente lo spazio, ma lo abitano, rivelandone pieghe, stratificazioni e temporalità, in una relazione attiva tra architettura veneziana e creazione contemporanea.
Il progetto si inserisce nella continuità della ricerca espositiva della Fondazione, che negli anni ha approfondito temi legati al filo, al tessuto e oggi alla piega, intesa come metafora di un’etica capace di accogliere complessità e imperfezione. Centrale resta il dialogo tra opere e contesto espositivo, dove storia e contemporaneità si incontrano attraverso progetti originali e frutto di approfondite ricerche.
Ingresso libero
Palazzo Vendramin Grimani presenta la prima mostra in Italia dedicata all’artista francese Patrick Saytour (Nizza, 1935 – Aubais, 2023), cura di Daniela Ferretti, realizzata in collaborazione con Ceysson & Bénétière.
Attraverso un percorso di pieghe, bruciature e superfici instabili, la ricerca di Saytour sulla materia entra in dialogo con l’annientamento concettuale di Piero Manzoni, dando vita a una riflessione radicale sul gesto, sul tempo e sulla trasformazione.
Affacciato sul Canal Grande, Palazzo Vendramin Grimani è uno dei luoghi simbolo del Rinascimento veneziano, oggi animato dalla Fondazione dell’Albero d’Oro. Dopo un rigoroso lavoro di restauro e valorizzazione, la Fondazione ha trasformato il palazzo in uno spazio aperto alla ricerca, alla creazione contemporanea e al dialogo internazionale.
La programmazione della Fondazione si sviluppa attraverso mostre temporanee, residenze, pubblicazioni e incontri, con l’obiettivo di mettere in relazione pratiche artistiche contemporanee e memoria storica del luogo. In questa occasione, le opere di Patrick Saytour non occupano semplicemente lo spazio, ma lo abitano, rivelandone pieghe, stratificazioni e temporalità, in una relazione attiva tra architettura veneziana e creazione contemporanea.
Il progetto si inserisce nella continuità della ricerca espositiva della Fondazione, che negli anni ha approfondito temi legati al filo, al tessuto e oggi alla piega, intesa come metafora di un’etica capace di accogliere complessità e imperfezione. Centrale resta il dialogo tra opere e contesto espositivo, dove storia e contemporaneità si incontrano attraverso progetti originali e frutto di approfondite ricerche.