Ingresso libero
A Venezia, il termine “campo” indica ciò che altrove si chiamerebbe piazza. È uno spazio aperto, comunitario, in cui si svolge la vita quotidiana: incontri, passaggi, attese. Non è solo un luogo fisico, ma anche simbolico, quasi teatrale. In questo senso, le installazioni di Davide Rivalta e Martí Guixé in Campo Santa Maria Formosa sono presenze che abitano, osservano e trasformano il ritmo del vivere questa città.
DAVIDE RIVALTA
Leoni in campo / Lions on field
I due leoni e le due leonesse in bronzo di Rivalta, seduti ma vigili, appaiono come figure che aspettano, custodiscono e osservano.
Il loro essere seduti amplifica l’idea di una presenza che sta per stabilirsi o che riprenderà subito il cammino e la cui direzione non è prevedibile. Rimane una sensazione di sospensione, attesa, curiosità e mistero. La loro monumentalità non genera ansia ma li configura come presenze rassicuranti, sentinelle silenziose che abitano lo spazio del campo con la calma di chi veglia, non di chi minaccia.
Un invito aperto alla scoperta, alla partecipazione, all’incontro e al dialogo con l’arte nella quotidianità.
MARTÍ GUIXÉ
Q Spot. Sit, dream, repeat
Q Spot è il punto in cui l’identità della Fondazione e il suo logo, la Q, diventano spazio, forma, punto d’incontro e relazioni. Il dispositivo di Guixé accoglie una comunità temporanea e in transito. È un oggetto funzionale che occupa lo spazio pubblico del Campo Santa Maria Formosa, davanti alla Querini. Serve per sedersi, ma anche per creare una situazione. La forma è un pretesto per generare comportamenti e attiva una comunità temporanea e in transito: siediti, sogna, ancora, condividi.
Ingresso libero
A Venezia, il termine “campo” indica ciò che altrove si chiamerebbe piazza. È uno spazio aperto, comunitario, in cui si svolge la vita quotidiana: incontri, passaggi, attese. Non è solo un luogo fisico, ma anche simbolico, quasi teatrale. In questo senso, le installazioni di Davide Rivalta e Martí Guixé in Campo Santa Maria Formosa sono presenze che abitano, osservano e trasformano il ritmo del vivere questa città.
DAVIDE RIVALTA
Leoni in campo / Lions on field
I due leoni e le due leonesse in bronzo di Rivalta, seduti ma vigili, appaiono come figure che aspettano, custodiscono e osservano.
Il loro essere seduti amplifica l’idea di una presenza che sta per stabilirsi o che riprenderà subito il cammino e la cui direzione non è prevedibile. Rimane una sensazione di sospensione, attesa, curiosità e mistero. La loro monumentalità non genera ansia ma li configura come presenze rassicuranti, sentinelle silenziose che abitano lo spazio del campo con la calma di chi veglia, non di chi minaccia.
Un invito aperto alla scoperta, alla partecipazione, all’incontro e al dialogo con l’arte nella quotidianità.
MARTÍ GUIXÉ
Q Spot. Sit, dream, repeat
Q Spot è il punto in cui l’identità della Fondazione e il suo logo, la Q, diventano spazio, forma, punto d’incontro e relazioni. Il dispositivo di Guixé accoglie una comunità temporanea e in transito. È un oggetto funzionale che occupa lo spazio pubblico del Campo Santa Maria Formosa, davanti alla Querini. Serve per sedersi, ma anche per creare una situazione. La forma è un pretesto per generare comportamenti e attiva una comunità temporanea e in transito: siediti, sogna, ancora, condividi.
Ingresso libero contingentato, Prenotazione obbligatoria
Apertura straordinaria degli spazi espositivi e delle quattro mostre: The Dreamer; Cosmotechnics: Ding Yi a Planetary Code; Nigel Cooke: Bad Habits; The Invisible Chord. Hans Hartung and Music
THE DREAMER
Progetto e direzione artistica di Cristiana Collu
Il sognatore è Giovanni Querini. Il suo gesto più radicale, destinare alla collettività l’intero patrimonio di famiglia, diventa oggi la matrice stessa del progetto.
The Dreamer – progetto e direzione artistica di Cristiana Collu – è una sorta di macchina temporale. Un dispositivo di montaggio. Un ambiente di percezione che organizza il tempo attraverso lo spazio lo spazio attraverso il movimento del corpo. Ogni sala agisce come una sequenza dove le opere entrano in relazione come le immagini nel montaggio cinematografico: si rincorrono, si illuminano reciprocamente e il visitatore/spettatore non occupa mai una posizione stabile, ma è costretto a negoziare continuamente distanza e prossimità, immersione e distacco, contemplazione e attraversamento.
Il percorso non è mai cronologico ma emotivo, discontinuo, stratificato.
Oltre 170 opere della Collezione costruiscono il set, lo spazio scenico del film, in cui si innestano i lavori di sei artisti contemporanei: Emanuele Becheri, Chiara Bettazzi, Giusy Calia, Daniela De Lorenzo, Silvia Giambrone, Davide Rivalta.
Durante la serata sono previste due visite guidate (su prenotazione) alle ore 18 e alle 21.

COSMOTECHNICS: DING YI AS A PLANETARY CODE
A cura di Alfredo Cramerotti e Auronda Scalera in collaborazione con Lisson e ShanghART
Dal 1988, Ding Yi dipinge un unico motivo: la croce. Uno dei massimi esponenti dell’astrattismo cinese contemporaneo, ha fatto di questo segno universale la base di una pratica rigorosa e in continua evoluzione, che abbraccia quasi quattro decenni. Presentata in dialogo con l’architettura e il giardino di Carlo Scarpa, la mostra riunisce opere nuove e opere storiche.

NIGEL COOKE: BAD HABITS
A cura di Evelyn C. Hankins, in collaborazione con Pace Gallery
La mostra nasce da una residenza dell’artista alla Querini Stampalia ed è la sua prima personale in Italia con nuovi dipinti che entrano in dialogo con la storia dell’Istituzione, con la memoria della Biblioteca e con quella della città di Venezia.

THE INVISIBLE CHORD. HANS HARTUNG AND MUSIC
A cura di Thomas Schlesser, in collaborazione con Fondazione Hartung-Bergman e Perrotin
La mostra riunisce circa ottanta opere tra dipinti e materiali d’archivio, mettendo in luce il ruolo centrale della musica nell’arte e nella vita di Hans Hartung e suggerendo analogie tra la sua pittura astratta e il linguaggio musicale.

COSMOTECHNICS: DING YI AS A PLANETARY CODE
A cura di Alfredo Cramerotti e Auronda Scalera in collaborazione con Lisson e ShanghART
Dal 1988, Ding Yi dipinge un unico motivo: la croce. Uno dei massimi esponenti dell’astrattismo cinese contemporaneo, ha fatto di questo segno universale la base di una pratica rigorosa e in continua evoluzione, che abbraccia quasi quattro decenni. Presentata in dialogo con l’architettura e il giardino di Carlo Scarpa, la mostra riunisce opere nuove e opere storiche.
NIGEL COOKE: BAD HABITS
A cura di Evelyn C. Hankins, in collaborazione con Pace Gallery
La mostra nasce da una residenza dell’artista alla Querini Stampalia ed è la sua prima personale in Italia con nuovi dipinti che entrano in dialogo con la storia dell’Istituzione, con la memoria della Biblioteca e con quella della città di Venezia.
THE INVISIBLE CHORD. HANS HARTUNG AND MUSIC
A cura di Thomas Schlesser, in collaborazione con Fondazione Hartung-Bergman e Perrotin
La mostra riunisce circa ottanta opere tra dipinti e materiali d’archivio, mettendo in luce il ruolo centrale della musica nell’arte e nella vita di Hans Hartung e suggerendo analogie tra la sua pittura astratta e il linguaggio musicale.
Ingresso libero contingentato
Art Night Venezia accompagna quest’anno la Querini Stampalia verso il Q-Day del 21 giugno, quando il compleanno della Fondazione coincide con il solstizio d’estate e la Festa della Musica.
Per l’occasione, la Fondazione aprirà fino a tarda notte: dalle 22 alle 24 gli spazi ospiteranno un DJ set di Enea Pascal in collaborazione con Argo16, realtà no-profit indipendente dedicata alla musica e alle arti performative, gestita dai volontari dell’Associazione Culturale Spazio Aereo.
La mezzanotte segnerà il passaggio simbolico tra le due celebrazioni: un brindisi e il taglio della torta accompagneranno il pubblico nel nuovo giorno, festeggiando i 157 anni della Fondazione.
Art Night Venezia accompagna quest’anno la Querini Stampalia verso il Q-Day del 21 giugno, quando il compleanno della Fondazione coincide con il solstizio d’estate e la Festa della Musica.
Per l’occasione, la Fondazione aprirà fino a tarda notte: dalle 22 alle 24 gli spazi ospiteranno un DJ set di Enea Pascal in collaborazione con Argo16, realtà no-profit indipendente dedicata alla musica e alle arti performative, gestita dai volontari dell’Associazione Culturale Spazio Aereo.
La mezzanotte segnerà il passaggio simbolico tra le due celebrazioni: un brindisi e il taglio della torta accompagneranno il pubblico nel nuovo giorno, festeggiando i 157 anni della Fondazione.