Ingresso libero
I ritratti perduti / The Lost Portraits – 1990–2025 presenta una selezione di opere di Maurizio Pellegrin realizzate nell’arco di quasi cinquant’anni, in cui il ritratto emerge come presenza ricorrente, frammentaria e spesso anonima. Attraverso un lavoro di ricerca d’archivio, l’artista recupera e rielabora immagini, oggetti e materiali – dipinti, fotografie e installazioni – facendo affiorare la figura umana come traccia.
Sottratto alla rappresentazione tradizionale, il ritratto diventa dispositivo evocativo che riflette sulla tensione tra presenza e assenza, visibilità e oblio. In contrasto con la cultura contemporanea dell’apparire, le opere restituiscono una dimensione poetica e collettiva dell’identità, sospesa tra memoria, anonimato e dissoluzione dell’identità.
Ingresso libero
I ritratti perduti / The Lost Portraits – 1990–2025 presenta una selezione di opere di Maurizio Pellegrin realizzate nell’arco di quasi cinquant’anni, in cui il ritratto emerge come presenza ricorrente, frammentaria e spesso anonima. Attraverso un lavoro di ricerca d’archivio, l’artista recupera e rielabora immagini, oggetti e materiali – dipinti, fotografie e installazioni – facendo affiorare la figura umana come traccia.
Sottratto alla rappresentazione tradizionale, il ritratto diventa dispositivo evocativo che riflette sulla tensione tra presenza e assenza, visibilità e oblio. In contrasto con la cultura contemporanea dell’apparire, le opere restituiscono una dimensione poetica e collettiva dell’identità, sospesa tra memoria, anonimato e dissoluzione dell’identità.
Ingresso libero
La mostra Before Language / Prima del linguaggio di Alessandro D’Aquila, curata da Simone Marsibilio presso Marignana Project, indaga la dimensione della poesia che precede la parola.
Al centro del progetto l’artista presenta le Tavole Ottometriche Poetiche, opere che uniscono testo, segno e Braille per trasformare il linguaggio in esperienza visiva e tattile. Il lavoro si concentra su momento originario in cui emozioni e intuizioni emergono prima di essere espresse verbalmente.
In dialogo con poeti come Dante Alighieri, Federico García Lorca, Jacques Prévert, Robert Frost e Johann Wolfgang von Goethe, la mostra evidenzia una radice poetica comune, oltre le lingue. È un percorso nel “prima” del linguaggio, dove la poesia nasce come gesto intuitivo e sensoriale.