Ingresso libero contingentato
La Galleria di Palazzo Cini, raffinata casa-museo sorta nel 1984, custodisce un prezioso nucleo della raccolta d’arte antica di uno dei più importanti collezionisti del Novecento italiano: l’imprenditore e filantropo Vittorio Cini (1885 – 1977).
I suoi ambienti si sviluppano su due piani: il primo, testimonianza di un colto collezionismo locale, restituisce il fascino della dimora del mecenate, mentre il secondo ospita mostre temporanee e iniziative culturali.
La raccolta al primo piano è costituita da dipinti, sculture e oggetti d’arte, databili tra il XIII e il XVI secolo, tra cui un importante nucleo di dipinti toscani e ferraresi del Rinascimento, pregiati arredi antichi, un gruppo di avori gotici e il servizio di porcellane Cozzi, allestito nel salotto neorococò progettato da Tomaso Buzzi.
Al secondo piano l’artista americano David Salle presenta un progetto, dal titolo Painting in the Present Tense, che mette in dialogo pittura, storia dell’arte e nuove tecnologie. Al centro dell’esposizione vi è un modello di intelligenza artificiale sviluppato a partire da una serie di opere realizzate dall’artista all’inizio degli anni Novanta, i Tapestry Paintings (1990–1992). Questi dipinti prendono spunto da arazzi russi del XVIII secolo, a loro volta ispirati a dipinti italiani del XVI e XVII secolo. La complessa stratificazione di riferimenti entra ora in relazione con l’AI ideata da Salle, creando un ulteriore livello di interpretazione e trasformazione delle immagini.
La mostra è realizzata in partnership con la Galleria Thaddaeus Ropac.
Ingresso libero contingentato
La Galleria di Palazzo Cini, raffinata casa-museo sorta nel 1984, custodisce un prezioso nucleo della raccolta d’arte antica di uno dei più importanti collezionisti del Novecento italiano: l’imprenditore e filantropo Vittorio Cini (1885 – 1977).
I suoi ambienti si sviluppano su due piani: il primo, testimonianza di un colto collezionismo locale, restituisce il fascino della dimora del mecenate, mentre il secondo ospita mostre temporanee e iniziative culturali.
La raccolta al primo piano è costituita da dipinti, sculture e oggetti d’arte, databili tra il XIII e il XVI secolo, tra cui un importante nucleo di dipinti toscani e ferraresi del Rinascimento, pregiati arredi antichi, un gruppo di avori gotici e il servizio di porcellane Cozzi, allestito nel salotto neorococò progettato da Tomaso Buzzi.
Al secondo piano l’artista americano David Salle presenta un progetto, dal titolo Painting in the Present Tense, che mette in dialogo pittura, storia dell’arte e nuove tecnologie. Al centro dell’esposizione vi è un modello di intelligenza artificiale sviluppato a partire da una serie di opere realizzate dall’artista all’inizio degli anni Novanta, i Tapestry Paintings (1990–1992). Questi dipinti prendono spunto da arazzi russi del XVIII secolo, a loro volta ispirati a dipinti italiani del XVI e XVII secolo. La complessa stratificazione di riferimenti entra ora in relazione con l’AI ideata da Salle, creando un ulteriore livello di interpretazione e trasformazione delle immagini.
La mostra è realizzata in partnership con la Galleria Thaddaeus Ropac.