PALAZZO PRIULI BON

Santa Croce 1979/A
Venezia

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Maggie Hall: Love You To Death

Dalle 18:00

alle 22:00

 Ingresso libero

Masters Gallery presenta la mostra Love You to Death dell’artista Maggie Hall, un progetto espositivo che si articola tra gli spazi di Palazzo Priuli Bon e della Domus Civica. La ricerca dell’autrice attinge a un vocabolario visivo familiare e cinematografico che, dietro a un’iniziale morbidezza, rivela una struttura rigorosa e controllata.
I dipinti nascono da un processo in quadricromia (CMYK) eseguito interamente a mano: i toni del giallo, del magenta e del ciano vengono applicati direttamente sulla tela tramite aerografo, mentre i punti neri sovrastanti sono realizzati singolarmente in rilievo con una sac à poche, calibrando la pressione per definire la composizione finale. Questa disciplina esecutiva infonde alle opere una tensione latente, trasformando la nostalgia in una riflessione sul tempo e sulla fragilità dei ricordi.
Il percorso espositivo estende il proprio linguaggio anche alla dimensione testuale e luminosa attraverso un’installazione al neon. L’opera riprende la frase “These are the good old days” (Questi sono i bei vecchi tempi), un’espressione legata alla memoria paterna dell’artista che, nel contesto della mostra, invita a considerare il presente nell’atto stesso di trasformarsi in memoria.

mastersgallery-maggie-hall-it-s-probably-fine-2025

Maggie Hall: Love You To Death

Dalle 18:00

alle 22:00

Ingresso libero

Masters Gallery presenta la mostra Love You to Death dell’artista Maggie Hall, un progetto espositivo che si articola tra gli spazi di Palazzo Priuli Bon e della Domus Civica. La ricerca dell’autrice attinge a un vocabolario visivo familiare e cinematografico che, dietro a un’iniziale morbidezza, rivela una struttura rigorosa e controllata.
I dipinti nascono da un processo in quadricromia (CMYK) eseguito interamente a mano: i toni del giallo, del magenta e del ciano vengono applicati direttamente sulla tela tramite aerografo, mentre i punti neri sovrastanti sono realizzati singolarmente in rilievo con una sac à poche, calibrando la pressione per definire la composizione finale. Questa disciplina esecutiva infonde alle opere una tensione latente, trasformando la nostalgia in una riflessione sul tempo e sulla fragilità dei ricordi.
Il percorso espositivo estende il proprio linguaggio anche alla dimensione testuale e luminosa attraverso un’installazione al neon. L’opera riprende la frase “These are the good old days” (Questi sono i bei vecchi tempi), un’espressione legata alla memoria paterna dell’artista che, nel contesto della mostra, invita a considerare il presente nell’atto stesso di trasformarsi in memoria.

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