Ingresso libero
Rivelatasi già a metà degli anni Ottanta per il suo approccio innovativo alla fotografia concettuale, Lorna Simpson (1960, New York) non ha mai smesso di esplorare in modo critico i meccanismi di costruzione delle immagini. Cinquanta opere – dipinti, collage, sculture, installazioni e un film – compongono una trama di fili narrativi che danno forma agli universi di finzione e ai racconti suggeriti dalla sua opera. Resistenti a ogni lettura univoca, i suoi lavori ci conducono in zone incerte poste ai margini del visibile.
Ingresso libero
Rivelatasi già a metà degli anni Ottanta per il suo approccio innovativo alla fotografia concettuale, Lorna Simpson (1960, New York) non ha mai smesso di esplorare in modo critico i meccanismi di costruzione delle immagini. Cinquanta opere – dipinti, collage, sculture, installazioni e un film – compongono una trama di fili narrativi che danno forma agli universi di finzione e ai racconti suggeriti dalla sua opera. Resistenti a ogni lettura univoca, i suoi lavori ci conducono in zone incerte poste ai margini del visibile.
Ingresso libero
L’artista brasiliano Paulo Nazareth da oltre quindici anni percorre le Americhe e il continente africano, spesso a piedi nudi, per calpestare la stessa terra dei suoi antenati ridotti in schiavitù, privati delle calzature come simbolo di sottomissione. La sua pratica, una forma di performance in continuo divenire, riflette su come la cartografia coloniale e il razzismo sistemico abbiano modellato i paesaggi della modernità. I suoi spostamenti, deliberatamente lenti, diventano medium narrativo: il viaggio come scrittura di storie nei corpi, nelle lingue, nei confini.