Ingresso libero
Unruly Vessel è la mostra personale che conclude la residenza di ricerca e produzione di Rachel Youn a Scuola Piccola Zattere e riunisce nuove opere sviluppate a Venezia insieme a lavori recenti. Youn lavora con scultura cinetica e installazione, combinando dispositivi per il benessere – come massaggiatori elettrici, sedie a dondolo e attrezzi da ginnastica – con piante artificiali. Attraverso il movimento ripetitivo e gesti simili a rituali, le sue opere riflettono su comportamenti individuali e collettivi radicati nella vita contemporanea.
L’artista riutilizza prodotti per il benessere di seconda mano caduti in disuso a causa di guasti o obsolescenza. Un tempo progettati per migliorare il corpo, questi oggetti incarnano ora il fallimento. Youn li riattiva reindirizzando il loro movimento meccanico su piante sintetiche, creando figure ibride e assurde che oscillano tra erotismo e disagio, piacere e dolore. Intrappolate in un movimento continuo, queste forme suggeriscono una ricerca inquieta di appagamento che sfiora l’autodistruzione, suscitando al contempo empatia e inquietudine.
Al centro della mostra si trova una grande installazione ispirata ai banchi dei vogatori. Richiamando l’immagine della “nave dei folli”, storicamente associata a Venezia, Youn anima lunghi rami di palma come fossero remi attraverso dispositivi meccanici per l’esercizio fisico. Il movimento risultante evoca un continuum tra lavoro forzato e rituale, punizione e cura, terapia e follia.
Lə mediatorə culturali di Scuola Piccola accompagnano il pubblico nella mostra con visite guidate alle ore 19.00/20.00/21.00.
Ingresso libero
Unruly Vessel è la mostra personale che conclude la residenza di ricerca e produzione di Rachel Youn a Scuola Piccola Zattere e riunisce nuove opere sviluppate a Venezia insieme a lavori recenti. Youn lavora con scultura cinetica e installazione, combinando dispositivi per il benessere – come massaggiatori elettrici, sedie a dondolo e attrezzi da ginnastica – con piante artificiali. Attraverso il movimento ripetitivo e gesti simili a rituali, le sue opere riflettono su comportamenti individuali e collettivi radicati nella vita contemporanea.
L’artista riutilizza prodotti per il benessere di seconda mano caduti in disuso a causa di guasti o obsolescenza. Un tempo progettati per migliorare il corpo, questi oggetti incarnano ora il fallimento. Youn li riattiva reindirizzando il loro movimento meccanico su piante sintetiche, creando figure ibride e assurde che oscillano tra erotismo e disagio, piacere e dolore. Intrappolate in un movimento continuo, queste forme suggeriscono una ricerca inquieta di appagamento che sfiora l’autodistruzione, suscitando al contempo empatia e inquietudine.
Al centro della mostra si trova una grande installazione ispirata ai banchi dei vogatori. Richiamando l’immagine della “nave dei folli”, storicamente associata a Venezia, Youn anima lunghi rami di palma come fossero remi attraverso dispositivi meccanici per l’esercizio fisico. Il movimento risultante evoca un continuum tra lavoro forzato e rituale, punizione e cura, terapia e follia.
Lə mediatorə culturali di Scuola Piccola accompagnano il pubblico nella mostra con visite guidate alle ore 19.00/20.00/21.00.
Ingresso libero
Like è una nuova commissione dell’artista e coreografə Nikima Jagudajev. L’opera è un ambiente digitale interattivo che intreccia linguaggi del cinema, del videogioco e del documentario, invitando il pubblico a prendere parte attiva allo sviluppo della narrazione.
Il progetto nasce da Basically, ricerca a lungo termine avviata nel 2020 e concepita come un “gioco coreografico” in cui performer e spettatorə partecipano alla costruzione condivisa di un mondo. Attraverso musica, cibo, carte mitopoietiche, abiti e frasi di danza, Jagudajev esplora forme di socialità basate su gesti ludici e creativi.
Alla base del progetto c’è il concetto di “re-schooling”, che rilegge la cultura giovanile come spazio capace di sovvertire norme e modelli istituzionali.
In Like, questi elementi vengono tradotti nel linguaggio dei videogiochi: sei personaggi – controparti digitali dei performer – si muovono in una narrazione aperta, fatta di esplorazione, dialoghi e azioni quotidiane. Chi partecipa controlla un avatar e contribuisce a orientare il racconto, senza un percorso prestabilito.
Accanto all’installazione, una serie di lavori tessili estende la dimensione partecipativa della mostra: pannelli ricamati evocano linguaggi informali e collettivi, mentre una grande trapunta invita il pubblico a lasciare una traccia, trasformando lo spazio espositivo in un luogo condiviso di memoria e relazione.
Lə mediatorə culturali di Scuola Piccola accompagnano il pubblico nella mostra con visite guidate alle ore 19.00/20.00/21.00.