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Joyce Carol Oates

di Loris Casadei
  • giovedì, 8 settembre 2022

LIBRO

FILM

BLONDE

«Guardata da tutti, vista da nessuno». un viaggio burrascoso attraverso la vita di Norma Jeane Baker, diventata leggenda come Marilyn Monroe.

Gli amori, i film, i tormenti interiori di un

LEGGI

Joyce Carol Oates è un’intellettuale americana, scrittrice prolifica, poetessa e drammaturga.
Una delle sue tecniche preferite è recuperare zone d’ombra di un evento o di un personaggio con strumenti di indagine quasi poliziesca. È questo che avviene in Blonde. Sin dall’inizio avverte che il romanzo è di finzione. Non è quindi una biografia di Marilyn Monroe, nonostante «alcuni personaggi qui ritratti abbiano una corrispondenza nella sua vita e nel suo ambiente». In realtà il racconto procede con molta accuratezza storica, ma sicuramente una distorsione o meglio una deliberata selezione nella raccolta di fatti è evidente. Mi ricordo che immediatamente dopo la morte dell’attrice circolavano notizie su una famigerata scena di bagno in piscina nuda per il film Something’s Got to Give e il settimanale italiano più diffuso, di orientamento cattolico, si preoccupò di chiarire che non di nudo si trattava, ma di un leggero costume da bagno color carne. Un idolo allora non si poteva svilire. D’altronde, apro il supplemento letterario de «Il Sole» del 21 agosto e nell’articolo di pagina sette dedicato al filosofo Castoriadis, domina una foto dove il pensatore è ritratto sullo sfondo di un immenso ritratto di Marilyn.
Il romanzo inizia con la sua morte «E giunse la Morte lungo il Boulevard nell’esangue luce color seppia», e la Oates mette in bocca a Marilyn: «Sì, ho visto la Morte. L’avevo sognata la notte prima. Molte notti prima. Non avevo paura». E svanisce così ogni ipotesi di complotto, che fa male alla coscienza americana. Due pagine e mezzo dedicate alla scoperta delle prime mestruazioni con riflessioni di una candida ragazza degli anni ‘50, che con orrore ascolta i commenti dei ragazzi del tipo «guardate il sedere di quella, la biondina». L’anno terribile di Marilyn, il 1947, viene accennato e bypassato con note di un suo ipotetico diario. Non meraviglia, visto che la Oates confessa di essersi innamorata e interessata sin da giovane della quindicenne Norma Jeane Baker dopo aver visto sue foto di un concorso di bellezza in California del 1941.
Tutto sommato, romanzo godibile in tutte le sue 750 pagine, ma sappiate, io amo ancora le favole di Cenerentola e Biancaneve.