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Samuel D. Hunter

di Loris Casadei
  • domenica, 4 settembre 2022

LIBRO

FILM

THE WHALE

Da quando il suo compagno è morto, Charlie mangia in maniera compulsiva, arrivando a raggiungere un grado di obesità che lo influenza a livello intimo e sociale. Sono passati anni da quando per q

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Difficile immaginare uno scenario più americano di quello che fa da sfondo alla pièce teatrale di Samuel D. Hunter, The Whale, con la lezione di David Foster Wallace – penso al suo Brevi interviste con uomini schifosi – completamente digerita. Partiamo dai personaggi in scena: Charlie, il protagonista – 600 libbre di peso, quindi una “obesità mostruosa”, come verrà definita dalla figlia – tiene corsi di scrittura online. È stato sposato, ma ha vissuto in passato con un compagno che si è suicidato e a questo attribuisce il suo essersi lasciato andare, così come il suo partner si era perso a sua volta in una totale anoressia. Poi c’è la figlia Ellie, una scatenata adolescente tutta protesa a provocare, a sfuggire alla madre, ad evitare compiti di scuola, ad alimentare un “hate-blog” dove mostra pubblicamente scene repellenti della madre e dei propri conoscenti. Ellie cercherà di ‘indurre nel peccato’ un altro adolescente, Elder Thomas, mormone, che gira l’America per diffondere la salvezza. Completano la carrellata di personaggi Liz, un’infermiera, e Mary, l’ex moglie, apparentemente intenta a sottrarre quanti più soldi possibili a Charlie. Il tutto mentre si dibatte su due capolavori sacri dell’America, il poema Song of Myself (con l’eterno dibattito, tutto statunitense, se il “myself” sia riferito all’autore Walt Whitman o ad una entità metafisica e universale), e Moby Dick di Melville, in particolare il rapporto tra Ismaele e Queequeg, che sembra ripercorrere idealmente quello di Charlie e del suo amato. Lo sciabordio delle onde marine accompagna le ultime parole del protagonista: «And I felt saddest of all when I read the boring chapters that were only descriptions of whales, because I knew that the author was just trying to save us from his own sad story, just for a little while». America, America… tutti i cliché sembrano resistere.