25 anni di cinema in Friuli

Parola a Chiara Valenti Omero dalla nascita della FGV Film Commision al sostegno alle produzioni internazionali
di Massimo Bran, Mariachiara Marzari
  • venerdì, 5 settembre 2025

Chiara Valenti Omero, Coordinatrice della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG dal 2022, racconta l’evoluzione dell’ente negli ultimi venticinque anni, dai primi passi accanto ai fondatori fino al sostegno alle produzioni di rilievo come Ridley Scott, valorizzando luoghi, talenti e storie del territorio.

Quali elementi fondamentali e peculiari hanno segnato in questi 25 anni il percorso della FVG Film Commission? I primi passi, i traguardi raggiunti, i futuri sviluppi.
Due dei fondatori, Guido Cassano e Gianluca Novel, sono ancora oggi con noi e rappresentano le colonne portanti di quell’intuizione: senza di loro probabilmente non riusciremmo a fare ciò che oggi andiamo a realizzare. Dal 2022 coordino questa realtà, raccogliendo l’importante eredità lasciata da Federico Poillucci, Presidente fino al 2021, momento cruciale in cui la Film Commission aveva appena cambiato forma giuridica, passando da associazione a struttura regionale. Grazie a questo lungo e proficuo percorso, oggi credo che possiamo affermare che siamo uno dei punti di riferimento più costanti a livello nazionale, sia per i servizi che riusciamo a offrire alle produzioni, che per i contributi economici che siamo in grado di erogare. Il sostegno finanziario è certo fondamentale, ma in sé e per sé non garantisce da solo la qualità del prodotto filmico, il quale va accompagnato da parte nostra con una grande attenzione alla qualità dei servizi che siamo in grado di offrire, seguendo sul campo le produzioni fin dalle prime fasi di sviluppo dei vari progetti. È un lavoro di accompagnamento continuo. Il territorio dispone ormai di numerose maestranze qualificate: siamo in grado di supportare contemporaneamente fino a tre produzioni di alto livello. Quest’anno, ad esempio, abbiamo ospitato con grande discrezione Ridley Scott per tre settimane di riprese. Gli abitanti del Friuli Venezia Giulia sono abituati, per loro stessa natura, a rispettare la riservatezza richiesta dalle produzioni, cosa che non capita esattamente ovunque. Una discrezione che viene apprezzata e ripagata dai produttori stessi, molti dei quali ritornano da noi dopo aver girato la prima volta. Anche la promozione è cresciuta molto negli ultimi tre anni grazie all’inserimento della FVG Film Commission nella struttura regionale di PromoTurismoFVG, che ha permesso di rafforzare con netto segno in positivo gli investimenti fatti in comunicazione e visibilità – dalle campagne pubblicitarie agli spazi nei festival. Altri elementi fondamentali, soprattutto per gli addetti ai lavori, sono il passaparola e la professionalità dimostrata sul territorio. Non abbiamo paura di dire dei “no”: se il nostro territorio non è in grado di valorizzare un progetto, non proponiamo a prescindere le nostre location. Importante anche il ruolo che la nostra Film Commission si è riservata in fase di scouting, azione che svolgiamo a fianco della produzione già in fase di scrittura, prima ancora che entri in campo il location manager. Così possiamo, eventualmente, contribuire ad adattare la sceneggiatura valorizzando anche realtà poco conosciute, che grazie al film entrano a far parte della narrazione e vengono scoperte. Inoltre quest’anno siamo riusciti a realizzare un’operazione di product placement molto importante per un film di rilievo: un’azione costruita dall’ente pubblico e non da privati, resa possibile proprio dal nostro accompagnamento del progetto fin dalle sue fasi iniziali.

Gianluca Novel, Chiara Valenti Omero, Guido Cassano – FVG Film Commission, PromoTurismoFVG

Le regioni si distinguono e si promuovono attraverso i fondi. Qual è la vostra politica a riguardo?
Con l’ingresso di FVG Film Commission nella struttura regionale di PromoTurismoFVG, e grazie alla visione strategica della Regione Friuli Venezia Giulia, l’Assessorato alle Attività produttive e Turismo ha raddoppiato la dotazione del Film Fund, rafforzando la competitività del territorio. Negli anni abbiamo costruito rapporti con la maggior parte degli enti locali, così che in molti Comuni, grazie alla nostra intercessione, le produzioni possono usufruire gratuitamente di servizi come, ad esempio, l’utilizzo del suolo pubblico. Non è solo il contributo economico a fare la differenza, ma tutto ciò che si riesce a costruire e mantenere nel tempo, anche a fronte dei cambi di amministrazione. Per quanto riguarda i contributi veri e propri, film e serie possono ricevere fino a 300.000 euro, cifra in linea con quelle erogate da molte altre Film Commission. Dal 2023, con il nuovo regolamento del Film Fund, il contributo è strettamente legato alla spesa dichiarata sul territorio: più spendi, più puoi ottenere, in base al punteggio. Abbiamo inoltre introdotto un margine di scostamento del 15% in fase di rendicontazione. Un dato interessante è che sempre più produzioni provenienti da fuori regione scelgono di svolgere da noi anche il lavoro di post-produzione, evidenziando un’offerta di servizi sul territorio di ottima qualità.

Una piccola regione, con una grande varietà paesaggistica però. Quanto conta questa carta?
Molto, moltissimo. Nel raggio di un’ora si può passare dalla città d’arte ai siti UNESCO come Aquileia, Cividale o Palmanova, dalle spiagge di Grado e Lignano fino ai monti di Tarvisio e Sappada. Senza dimenticare naturalmente il capoluogo, Trieste, con quella sua luce speciale capace di rendere unica ogni stagione, set prescelto dalla serie di grande successo Libera, girata interamente qui. Questo è un vantaggio enorme per le produzioni, che possono muoversi facilmente tra ambienti diversissimi. Un esempio concreto: Ridley Scott cercava un aeroporto dismesso dall’atmosfera post-apocalittica, ma con la montagna a portata di mano. Gli abbiamo proposto il campo volo di Bordano e se n’è innamorato subito. Questa capacità di offrire varietà, comodità e flessibilità è ciò che rende il Friuli Venezia Giulia così apprezzato dalle produzioni.

La vostra presenza in Mostra. Quali i film e le attività su cui puntate particolarmente?
Corti senza confine, progetto che abbiamo presentato lo scorso anno nell’ambito della Mostra, è un’iniziativa a cui teniamo in modo particolare, nata nel 2023 in avvicinamento a GO! 2025, Gorizia e Nova Gorica Capitale Europea della Cultura. Grazie a un finanziamento dell’Assessorato regionale alla Cultura, pari a 800.000 euro, sono state sostenute otto produzioni, ciascuna con un contributo fino a 100.000 euro, chiamate a raccontare l’assenza di confini nel senso più ampio possibile. Ne sono usciti lavori di grande qualità che presenteremo in anteprima a Gorizia, durante le giornate della FICE di fine settembre, mentre per l’imminente mese di ottobre stiamo preparando un grande evento a Roma. Uno di questi cortometraggi (Confini, canti), un’animazione firmata da Simone Massi, sarà, invece, l’evento di chiusura della SIC di quest’anno, un risultato che ci rende particolarmente orgogliosi. Conosco bene questo mondo avendo diretto per venticinque anni il festival ShorTS; per questo sposo appieno la dichiarazione della sottosegretaria Borgonzoni, che ha posto l’attenzione sul genere con importanti iniziative presentate in collaborazione con Cinecittà. Non è necessariamente una questione di budget: negli anni ho visto opere straordinarie realizzate con pochissimi mezzi. Un cortometraggio deve fondarsi su un’idea forte e coinvolgente, dato che è assai arduo tenere lo spettatore incollato alla poltrona per dieci o quindici minuti. Il corto, inoltre, non va più inteso come una semplice palestra di passaggio al lungometraggio; lo dimostra il fatto che registi già affermati scelgono sempre più spesso di realizzarne uno. Al Lido, quest’anno, anche le première di due film girati in Friuli Venezia Giulia La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli (Fuori Concorso) è un progetto nel quale la FVG Film Commission ha creduto fin dall’inizio, un film che mantiene un forte radicamento sul territorio, ambientato per la prima volta – dopo il passaggio in regione – a Sappada, che nel film diventa l’immaginario paesino di Remis. Un’occasione preziosa per aprirci a nuove location. In concorso nella sezione Orizzonti troviamo invece Un anno di scuola della regista triestina Laura Samani, che amiamo molto e che sta trovando il riconoscimento che merita. Il film è girato interamente a Trieste.

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