Alla scoperta della giuria ufficiale dell’VIII Premio Inclusione e Sostenibilità Edipo Re, curato da Silvia Jop, composta quest’anno da Eleonora Marangoni, Motta e Valerio Mieli. A loro il compito di individuare il film, tra i 12 selezionati trasversalmente nelle diverse sezioni della Mostra, che in maniera più incisiva sarà portatore di valori di inclusività e sostenibilità. Giurato numero uno, per citare un film famoso, a cui seguiranno nei prossimi Daily gli altri due, Motta oggi sarà protagonista a Isola Edipo di una masterclass in cui dialogherà con Massimo Coppola su musica e cinema ed eseguirà al piano alcuni brani del suo repertorio.
Come ti approcci a questa esperienza in quanto musicista? In che modo credi che un film possa affrontare questi temi per meglio restituirli allo spettatore senza scivolare nella retorica?
Un film mi deve scuotere e far pensare. Deve essere bello, innanzitutto, e deve avere coraggio, altrimenti si rischia di cadere, per l’appunto, nella retorica, nella meccanicità di dover premiare un’opera data solo perché tratta un tema etico. Per quanto riguarda la musica, occupandomi anch’io di colonne sonore, purtroppo soffro di deformazione professionale. Ieri, ad esempio, ero seduto nel posto sbagliato, sentivo male e sono stato disturbato da me stesso, da questa mia ipersensibilità verso la qualità del suono. Ad ogni modo la musica è sicuramente una parte fondamentale ed autoriale di un film, alla pari con le altre che concorrono alla sua realizzazione. Sceneggiatore, regista e musicista si comportano come una band, pertanto ritengo che non possa esserci mai un film brutto con musiche belle, così come un film bello con musiche brutte.

Sei stato chiamato a far parte della giuria per il Premio Inclusione e Sostenibilità Edipo Re. In qualità di cantautore e compositore, credi che la musica sia ancora un veicolo efficace e percorribile per trasmettere questi valori?
Sì, ma ciò accade meno di prima, troppo poco spesso. Mentre un tempo persino nei bar si parlava di politica perché esisteva una coscienza sociale collettiva, oggi si registra un grave disincanto verso questa sfera fondamentale della vita in società. Conseguentemente l’impegno viene scemando anche da parte degli artisti, i quali da sempre respirano e restituiscono il clima del proprio tempo. Io personalmente cerco sempre di dire la mia senza nascondermi, di prendere posizione anche quando capita di parlare di amore. Per me è importante far capire da che parte si sta e penso che il fatto che la musica del passato ci regali ancora spunti di riflessione attualissimi non debba essere un deterrente per scrivere nuova musica impegnata e politica.
Stai scrivendo musica per il cinema in questo momento?
Sì, ho finito da poco la colonna sonora per il film Tutta colpa del rock, pellicola in stile School of Rock con Lillo. È la mia prima commedia per cui è stato veramente difficile, dal momento che è un genere davvero complicato. Paradossalmente la cosa più simile alla commedia che ho fatto è l’horror. Ma difficoltà a parte, devo dire che lavorare con Lillo è stato davvero intrigante; è veramente una persona stupenda.
Dei film della selezione che hai visto in questi giorni che cosa ci dici?
Dico che oggi è stata una bella giornata, punto. Vietato ogni indizio, ogni minima traccia di spoiler.
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