Sono tra noi, a volte dentro di noi. Insidiosi, affascinanti, rivelatori. Sono i mostri che oggi al Lido si aggirano indisturbati, a cominciare da quelli indagati nell’attesissima serie Netflix Il Mostro (Fuori Concorso – Series), incentrata sulle indagini sul “Mostro di Firenze” e girata da Stefano Sollima, abile affabulatore di cronaca e true crime. E “mostruose” sono anche le fotografie di Ferdinando Scianna, per portata culturale, capacità evocativa e abilità nello svelare l’indicibile e l’ombra. Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra (Fuori Concorso) è il titolo dell’omaggio che l’ottimo Roberto Andò ha dedicato al grande maestro di Bagheria, autore di punta di Magnum Photos e inimitabile poeta della sicilianità atavica e rituale. Ancora in Concorso, un’altra mostruosità: quella che si annida – forse – nella personalità della protagonista di Elisa di Leonardo Di Costanzo, che sconta una pena per aver ucciso la sorella bruciandone il cadavere. Nel cast della nuova fatica dell’autore del – giustamente – acclamato Ariaferma, Barbara Ronchi e Valeria Golino.
Nühai (Girl), in competizione, è l’esordio alla regia di Shu Qi, attrice dalla carriera trentennale che ha dedicato anni alla cura della sceneggiatura di questo soggetto. In Aún es de noche en Caracas (Venezia Spotlight) il mostro è la città venezuelana, quella che tiene in ostaggio la protagonista Adelaida, che scopre che la sua casa è occupata da una milizia armata. Nel cast del film delle registe Mariana Rondón e Marité Ugas, la star Edgar Ramirez, che molti ricorderanno nei panni di Gianni Versace nella serie American Crime Story – L’assassinio di Gianni Versace. E per restare in territori bui e clandestini, sede di apparizioni più o meno gradite, ci spostiamo sul confine serbo-ungherese per seguire le vicende di alcuni passeur afgani che si prodigano nel trasferire fugacemente da una parte all’altra del confine i migranti. È la realtà testimoniata in Waking Hours (SIC) che vede al debutto nel lungometraggio i documentaristi Federico Cammarata e Filippo Foscarini. Ispirato a Beckett e al suo Finale di partita, Pin de fartie (Orizzonti) è un altro monstrum in programma oggi al Lido: un ibrido tra documentario, finzione e metacinema, opera dell’argentino Alejo Moguillansky, che promette assai bene…
Tra il 1968 e il 1985 la provincia toscana conobbe uno dei più feroci serial killer della storia recente, colpevole ...
Di lui si conoscono e riconoscono le fotografie in bianco e nero, maestro indiscusso e grande narratore, primo fotogr...
Mariana Rondón e Marité Ugás tornano a collaborare firmando questo dramma ambientato a Caracas, tratto dall’omon...
«Cinema purissimo, di luce e di buio, dove l’urgenza politica si traduce in esperienza ipnotica»: così Beatrice ...
A partire da Fin de Partie, di cui rovescia le iniziali, Moguillansky apre un gioco di specchi e rimandi, da...
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