Attrice all’esordio nel ruolo di regista, già componente della giuria internazionale presieduta a Venezia da Damien Chazelle nel 2023, Shu Qi era impegnata da circa sei anni nella stesura della sceneggiatura di questo lavoro. Si tratta di un’opera in cui sono evidenti gli omaggi diretti ed espliciti ai suoi grandi maestri, su tutti Wong Kar-wai. Shu Qi è una delle più grandi star viventi dell’intero cinema del sudest asiatico e però raramente capita di vedere in un lavoro di esordio alla regia un esito così ben pensato, costruito, ‘sentito’ da tutti i punti di vista. Su tematiche importanti, poi, perché incentrato sulla condizione femminile a Taiwan negli anni ‘80 e ’90 attraversando più generazioni. Un film coraggioso, che non essendo cinese non è passato sotto l’implacabile scure della censura. Un film che entra duro su questi temi senza essere prevedibilmente provocatorio. Una bella scommessa.
Taipei, 1988. Hsiao-lee, adolescente introversa, cresce in un clima familiare intriso di silenzi e privo di gioia. L’incontro con Li-li, vivace e spensierata, accende in lei un desiderio di libertà che sembrava del tutto sopito. Ma il passato della madre Chuan riemerge, fac...