• venerdì, 5 settembre 2025

Extra time

di Riccardo Triolo

Ultime battute al Lido, tra film che sorprendono fino all’ultimo battito e star che nascono, passano, tramontano. Tutto si gioca sul tempo, il terzo, l’ultimo, nella selezione di oggi e domani. In Concorso, l’attesissimo ungherese Silent Friend di Ildikó Enyedi è una meditazione sul tempo profondo: un Ginkgo Biloba, testimone di secoli, fa da sfondo all’attesa di un neurobiologo (Tony Leung Chiu-wai, Leone d’Oro alla carriera 2023) e alla pazienza della natura. Assente dal Lido dal 2013, quando vinse il Gran Premio della Giuria con Stray Dogs, Tsai Ming-liang dilata il tempo in lunghe sequenze silenziose: in Hui jia (Back Home), l’obiettivo è memoria e ritorno alle origini, un tempo ciclico rivelato dalla sua lente contemplativa. In programma oggi anche gli italiani L’isola di Andrea di Antonio Capuano e Un film fatto per Bene di Franco Maresco, riflessione sul “filmicidio” di Carmelo Bene e sulla sospensione della promessa del tempo. Orizzonti chiude con i turni di notte di Grand Ciel di Akihiro Hata e la febbrile Bangkok di Funeral Casino Blues di Roderick Warich. Il futuro è, infine, il tempo di Chien 51 di Cédric Jimenez, ambientato in una Parigi distopica governata da IA, con Adèle Exarchopoulos, Gilles Lellouche, Louis Garrel e Valeria Bruni Tedeschi. Una narrazione sul tempo che verrà. Il terzo, ma non l’ultimo.

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Ultime battute al Lido, tra film che sorprendono fino all’ultimo battito e star che nascono, passano, tramontano. Tutto si gioca sul tempo, il terzo, l’ultimo, nella selezione di oggi e domani. In Concorso, l’attesissimo ungherese Silent Friend di Ildikó Enyedi è una meditazione sul tempo profondo: un Ginkgo Biloba, testimone di secoli, fa da sfondo all’attesa di un neurobiologo (Tony Leung Chiu-wai, Leone d’Oro alla carriera 2023) e alla pazienza della natura. Assente dal Lido dal 2013, quando vinse il Gran Premio della Giuria con Stray Dogs, Tsai Ming-liang dilata il tempo in lunghe sequenze silenziose: in Hui jia (Back Home), l’obiettivo è memoria e ritorno alle origini, un tempo ciclico rivelato dalla sua lente contemplativa...
Sono tra noi, a volte dentro di noi. Insidiosi, affascinanti, rivelatori. Sono i mostri che oggi al Lido si aggirano indisturbati, a cominciare da quelli indagati nell’attesissima serie Netflix Il Mostro (Fuori Concorso - Series), incentrata sulle indagini sul “Mostro di Firenze” e girata da Stefano Sollima, abile affabulatore di cronaca e true crime. E “mostruose” sono anche le fotografie di Ferdinando Scianna, per portata culturale, capacità evocativa e abilità nello svelare l’indicibile e l’ombra. Ferdinando Scianna - Il fotografo dell’ombra (Fuori Concorso) è il titolo dell’omaggio che l’ottimo Roberto Andò ha dedicato al grande maestro di Bagheria, autore di punta di Magnum Photos e inimitabile poeta della sicilianità atavica e rituale. Ancora in Concorso, un’altra mostruosità: quella che si annida – forse – nella personalità della protagonista di Elisa di Leonardo Di Costanzo, che sconta una pena per aver ucciso la sorella bruciandone il cadavere. Nel cast della nuova fatica dell’autore del – giustamente – acclamato Ariaferma, Barbara Ronchi e Valeria Golino...
La seconda settimana al Lido non perde quota: cast stellari, produzioni coraggiose e titoli attesissimi oggi in Mostra. In testa In the Hand of Dante, l’ultima fatica di Julian Schnabel, cui andrà il Premio Cartier Glory to the Filmmaker. Pioggia di stelle per l’adattamento del romanzo di Nick Tosches sul ritrovamento del manoscritto della Divina Commedia: i grandi vecchi Al Pacino e Martin Scorsese, insieme a John Malkovich, Oscar Isaac, Jason Momoa, Louis Cancelmi, gli italiani Franco Nero e Sabrina Impacciatore, e il versatile Benjamin Clementine, al suo divorzio pare definitivo dalla musica. Assenti Gal Gadot e Gerald Butler, criticati per la vicinanza al governo israeliano. La voce di Gaza arriva invece dalla tunisina Kaouther Ben Hania con The Voice of Hind Rajab, sostenuta da Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Alfonso Cuarón e Jonathan Glazer come produttori esecutivi...
Equilibrio perfetto tra classici e novità oggi al Lido. Con un apporto femminile dietro la macchina da presa affatto scontato. Torna Kathryn Bigelow, regina di un cinema teso e rigoroso e prima donna a vincere un Oscar per la regia nel 2008 per The Hurt Locker, presentato proprio qui a Venezia. Con A House of Dynamite (Venezia 82), Bigelow ancora una volta corre lungo il filo delle paure americane e globali e ci racconta di una corsa contro il tempo per fermare un missile lanciato contro gli USA. Nel cast, Idris Elba, Jason Clarke (già con Bigelow in Zero Dark Thirty) e Rebecca Ferguson. In gara anche François Ozon, con L'Étranger tratto da Camus...
Sul red carpet si può anche scivolare. A ricordarcelo è Kim Novak, che oggi riceve il Leone d’Oro alla carriera e che il divismo l’ha prima incarnato e poi rispedito al mittente, lasciando Hollywood. Una carriera atipica, interrotta, che segnò il passo a un nuovo divismo, meno etereo e più terreno, frutto di un cinema meno ancorato all’Olimpo degli Studios e più prossimo allo sperpero mediatico. Novak che visse due volte, scandagliata nel film saggio di Alexandre O. Philippe Kim Novak’s Vertigo (Fuori Concorso), lascia il testimone oggi a dive e divi figli della nuova Hollywood dei franchise e delle piattaforme, portatori di pubblico e catalizzatori di like...
Tra i tanti “mostri” e le tante trasformazioni di cui è ricca l‘82. Mostra, quella di Jude Law nei panni di un giovane e ambizioso Vladimir Putin in Le mage du Kremlin di Olivier Assayas, tratto da un romanzo di Giuliano da Empoli e sceneggiato da Emmanuel Carrère, è senz'altro una delle più coraggiose e attese. Così come atteso è il trittico familiare di Jim Jarmusch Father Mother Sister Brother, con Tom Waits, Adam Driver, Cate Blanchett e Charlotte Rampling. Andrea Di Stefano prende spunto dallo sport forse oggi più popolare in Italia – grazie a Sinner – per tessere con Il Maestro una commedia di formazione tra un ragazzino aspirante tennista e il suo improbabile coach (Pierfrancesco Favino)...
iù che un genere o un personaggio, Frankenstein e il suo mito sono quasi un ipertesto del cinema: e così dopo Whale, Branagh, i film della Hammer e infinite varianti arriva in gara la versione di Guillermo del Toro (Leone d'Oro nel 2017 con La forma dell'acqua) con Oscar Isaac nel ruolo del titolo, Jacob Elordi in quello della Creatura, Christoph Waltz, Mia Goth e Lars Mikkelsen: questi è il fratello maggiore di Mads Mikkelsen (lo straordinario Bastarden, Venezia 80), principe degli attori danesi che vedremo fuori gara in The Last Viking di Anders Thomas Jensen, commedia molto nera su due fratelli a caccia di un bottino ‘dimenticato’...
La prima volta alla Mostra di una star come Julia Roberts – nei panni di una docente universitaria alle prese con una scelta traumatica – avviene nel segno del ritorno a Venezia di Luca Guadagnino, che in After the Hunt (Fuori Concorso) affronta il tema delle molestie sessuali secondo la propria personalissima angolazione. Nel cast anche Andrew Garfield. Con Cover-Up Laura Poitras (All the Beauty and the Bloodshed, Leone d’Oro 2022) e Mark Obenhaus portano al Lido un thriller politico sulla carriera del giornalista investigativo e premio Pulitzer Seymour Hersh...
Red carpet affollatissimo di stelle, oggi. In Concorso Emma Stone ritrova per la quarta volta Yorgos Lanthimos con Bugonia, dark comedy fantascientifica intorno a paranoie cospirazioniste molto attuali, mentre George Clooney (affiancato, fra gli altri, da Adam Sandler, Laura Dern, Billy Crudup, Greta Gerwig, Jim Broadbent e Alba Rohrwacher) è un attore in crisi in Jay Kelly, terza presenza veneziana di Noah Baumbach...
A tre anni dal Gran Premio della Giuria con È stata la mano di Dio, Paolo Sorrentino torna a Venezia in Concorso inaugurando il red carpet con la love story crepuscolare e “presidenziale” La grazia, che segna anche la sua ottava collaborazione con colui che, più che un attore-feticcio, può ormai considerarsi il suo alter ego, Toni Servillo. Insieme a lui nel cast l’attrice romana Anna Ferzetti, vista recentemente nel corale Diamanti di Ferzan Özpetek...

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