Capitata quasi per caso nello Studio System, Marilyn Pauline “Kim” Novak viene messa sotto contratto dal tycoon Harry Cohn, presidente della Columbia Pictures, intenzionato a renderla, commercialmente, una spina nel fianco di Rita Hayworth. Costantemente tormentata dal produttore, che la maltrattava e minacciava con ricatti e intimidazioni di vario genere, l’attrice, con il suo forte temperamento, si oppone spesso ai dettami della major, seguendo il proprio istinto e una spiccata onestà intellettuale. In un periodo di segregazione razziale, non rinuncia a vivere pubblicamente la relazione con l’attore, cantante e ballerino Sammy Davis Jr., suscitando scandalo e indignazione negli ambienti hollywoodiani. È con Vertigo (La donna che visse due volte, 1958) che l’attrice sale nell’Olimpo delle star: Hitchcock aveva l’abilità di trasformare le sue attrici in divinità, attorno alle quali si dipanavano le trame dei suoi film. Sempre nel 1958 Kim Novak e James Stewart sono di nuovo co-protagonisti nella sofisticata commedia Una strega in paradiso diretta da Richard Quine, suo compagno dell’epoca: tra magie, incantesimi, le fusa del gatto Cagliostro e un irresistibile Jack Lemmon, il film resta un gioiello di leggerezza e ironia. Giunta all’apice della celebrità, però, questa attrice che con forza di carattere si stagliava contro gli stereotipi dell’epoca, inizia a percepire che lo splendore del divismo è cosa effimera e che dietro di esso può celarsi l’abisso. Già verso la fine degli anni ‘60 intraprende così un lento ma irreversibile ritiro dalle scene, preferendo dedicarsi alla famiglia e alla sua grande passione per la pittura.
Un ritratto intimo di Kim Novak, diva hollywoodiana e donna radicalmente indipendente, che ha saputo abbandonare le luci di Hollywood per vivere secondo le proprie regole. Attraverso materiali personali e la sua voce diretta, il film intreccia passato e presente sulle tracce d...
Tematiche ardite per l’epoca del Codice Hays, con una partitura sonora all’avanguardia.
La vita del musicista Eddie Duchin costellata di gloria e terribili tragedie.
Capolavoro noir che vortica attorno al tema del doppio, della morte e della necrofilia.
Spassosissima commedia fantastica con interpreti straordinari.
Raffinata commedia degli equivoci perfettamente orchestra dal grande regista statunitense.