Vita rocambolesca quella di Fama tardiva, racconto iniziato nel 1894 con il titolo di Später Ruhm e terminato il 22 maggio 1895 come Storia di un vecchio poeta. Salvato in extremis dal rogo delle opere condannate dai nazisti grazie all’intervento del consolato inglese, rimase a lungo ignorato. Arthur Schnitzler lo iniziò a trentadue anni, nel pieno della sua attività professionale come medico dell’esercito, prima di venire radiato nel 1900 a seguito delle polemiche suscitate dal suo romanzo Il sottotenente Gustl.
L’intreccio è semplice. Il signor Saxberger, impiegato di discreto livello quasi al termine della carriera, trascorre le giornate in un ufficio “pieno di polvere”, trovando l’unico momento di svago in tranquille camminate in città. Un giorno viene avvicinato da un giovane scrittore, diventato suo ardente ammiratore dopo aver letto casualmente una raccolta di sue poesie giovanili intitolata Passeggiate. Saxberger, che quasi non se ne ricordava più, viene trascinato in un vortice di emozioni e sogni della propria giovinezza, al punto da immaginare di poter godere finalmente di un riconoscimento al quale aveva sempre ambito, seppur tardivo.
Il miglior riassunto del racconto si trova in un appunto manoscritto dello stesso Schnitzler: «Il vecchio poeta che finalmente incontra il circolo di giovani che gli renderà onore. Una figura commovente».
Molti anni prima, a New York, la sua raccolta poetica era caduta nell’oblio. Ora, però, per Ed Saxberger (Willem Dafoe) si apre l’inaspettata possibilità di riconquistare onore e fama: un gruppo di giovani artisti riscopre i suoi versi e tra...
Tre le zone centrali di interesse: la riflessione sulla contraddizione tra creatività artistica ed esistenza borghese, tema ricorrente nei suoi lavori, la forte componente autobiografica, al punto da rendere identificabile nell’unica figura femminile, non molto gratificata, l’attrice amante dello scrittore in quel periodo, nonché di riconoscere tra i giovani poeti e letterati figure come Hofmannsthal e altri che si radunavano al Café Griensteidl.
Il racconto restituisce infine scorci della Vienna del tempo: le rive del Danubio (sempre molto presenti in Schnitzler, si ricordi il celebre episodio del soldato e della prostituta in Girotondo) ma anche l’incipiente industrializzazione, con il «fischio della locomotiva», il tram a vapore e «le grandi ciminiere che si levano nell’aria». Una giovinezza con tutte le sue speranze che non si possono più recuperare, un mondo nuovo che viene a scacciare il tuo.