Personaggio eclettico, intellettuale a tutto tondo, definire con precisione Giuliano da Empoli è difficile: presidente di Volta Think-Tank, “acceleratore di idee”, ex AD di Marsilio, assessore alla cultura a Firenze, membro del CdA della Biennale di Venezia, professore di politica comparata a Parigi, giornalista, saggista. Nel 2022 pubblica un saggio sull’ascesa al potere di Putin sotto forma di romanzo, Il mago del Cremlino. L’analisi dei fatti è attentamente documentata, ma l’introduzione di un narratore ne rende più semplice la lettura. Il narratore è Baranov, pseudonimo dietro cui si cela Vladislav Surkov: una gioventù trascorsa nel teatro, poi un ruolo di rilievo nell’amministrazione presidenziale russa.
Come nasce un leader. Protagonista della pellicola è il personaggio fittizio di Vadim Baranov, artista e produttore a cui viene affidata l’organizzazione della campagna elettorale dell’allora sconosciuto Vladimir Putin, giovane e ambizioso vo...
Il romanzo attraversa la fine delle illusioni del governo Eltsin, «caduto nella trappola del calore clintoniano», l’ascesa incontrollata degli oligarchi, il progressivo sfaldamento del Paese e, infine, l’emergere di Putin con un forte controllo centrale. Il tono alterna leggerezza – «Sai cos’è un duetto sovietico? Un quartetto che è stato in tournée all’estero» – e riferimenti letterari significativi: «Come dice Faust, chi ha da comandare, deve trovare la sua felicità nel comando». Putin viene seguito nelle sue mosse senza giudizi diretti: dalla guerriglia cecena alla tragedia del sottomarino Kursk, dagli incontri con l’amministrazione americana fino agli albori del conflitto in Ucraina, osservato da uno sguardo dall’alto che non tutti apprezzeranno. Ma ciò che colpisce è la capacità di trasformare il romanzo in un moderno Principe machiavelliano. «La politica ha solo uno scopo: dare una risposta ai terrori dell’uomo». O ancora: «la rabbia è un dato strutturale… la questione non è di provare a combatterla, ma solo di indirizzarla».