Nick Tosches

di Loris Casadei
  • mercoledì, 3 settembre 2025

Mai fidarsi della sinossi sul risvolto di copertina. In quella de La mano di Dante di Nick Tosches, pubblicato nel 2002, si legge: «Uno scrittore di nome Nick Tosches (sì, proprio come l’autore) viene assoldato da un potente boss mafioso, che è entrato in possesso di un manoscritto che potrebbe essere l’originale della Divina Commedia… L’altra storia, che continuamente si interseca con la precedente, ha come protagonista Dante Alighieri che non riesce a procedere nella stesura della Commedia».
Andiamo (ironicamente) per ordine.
Si parte da New York, dove Nick uccide a sangue freddo un giovane per un debito non saldato e subito dopo ci troviamo con Dante e la sua visione dei Cieli. Ritorniamo a Nick, ora a Cuba tormentato da una brutta cancrena e dai ricordi del suo primo omicidio di un coetaneo da bambino. Poi di nuovo a New York, convocato dal boss mafioso. Intanto, in Sicilia, un prete fa da custode a rari manoscritti, da Rosa fresca aulentissima di Cielo d’Alcamo alle confessioni segrete dei primi pontefici, fino all’ambito manoscritto della Commedia.

dalla pagina

allo schermo

IN THE HAND OF DANTE

Due epoche, due mondi, un solo mistero.
Nel XIV secolo, Dante Alighieri cerca rifugio in Sicilia per concludere la sua Commedia, tormentato dall’ispirazione che non arriva e da un destino che lo divora. Sette secoli dopo, a New York, uno s...

LEGGI
IN THE HAND OF DANTE Julian Schnabel

Entra in scena Dante, alle prese con la Vita Nova, ma subito Tosches ci trascina in Polinesia, solo per abbandonarla e tornare alla vita dello scrittore contemporaneo. Da qui, un saggio di venti pagine sul funzionamento dell’industria libraria negli States, interrotto da digressioni sulla gematria e sulla cabala, condite con Plotino, Eusebio, Tommaso, Pitagora e un’altra decina di pensatori greci e medioevali.
Nick Tosches è considerato una figura di rilievo della letteratura americana contemporanea; autore di romanzi, biografie di personaggi celebri – fra cui Il mistero Sindona (1986) – e molto seguito nei suoi reading poetici. Suo grande ammiratore, Johnny Depp acquistò l’intera libreria alla morte dell’autore nel 2019. La sua scrittura alterna momenti lirici e ricercati a un linguaggio noir, crudo ed esplicito. A pagina 75 dell’edizione italiana, ad esempio, si legge: «Mi portava una lozione di petali di gardenia bianca macerati in olio di cocco purificato… e più di una volta venne da me di notte, portandomi solo un unico frutto, o un unico fiore, e se stessa. Oh, c…. ci risiamo: la scrittura. La fottutissima scrittura… Basta con sta m…. Quella troia faceva dei p…. decenti, ecco cosa». Bisognerebbe avere il coraggio di farci una serie, vietatissima ai minorenni ovviamente!

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