Nel 1977 David Carradine, attore e regista di fama, dà avvio a un progetto ambizioso, rimasto ancora oggi incompiuto. L’idea era filmare un’attrice dalla giovinezza in poi, lasciando che la storia crescesse insieme a lei, per raccontare l’epopea tragica di Mata Hari, ce...
Occhi nerissimi, pelle olivastra. Nasceva il 7 agosto 1876 nei Paesi Bassi Margaretha Geertruida Zelle, e in quei tratti, così diversi dalle altre giovani del posto, già si annidava l’ombra di un presagio. A diciott’anni rispose a un annuncio matrimoniale: un ufficiale coloniale olandese di stanza a Giava. Lo sposò, lo seguì, e lì apprese le danze locali, appropriandosi di costumi e rituali esotici. Ma il matrimonio fu un disastro e, tornata a Parigi, si reinventò prima come cavallerizza e poi come ballerina “orientale”.
Una cascata di veli, seni ornati di brillanti, sontuosi copricapi: ecco Mata Hari, capace di stregare ufficiali, diplomatici, avvocati e uomini facoltosi di ogni età. Sarà uno di questi a conquistarla: per lui rinuncerà alla libertà, accettando di divenire informatrice al servizio del governo francese. Il resto della storia resta celato tra carte processuali e leggende, e nessuno potrà mai dire se Margaretha fu davvero spia o mero capro espiatorio.
Quel che è certo è che, sotto il peso di otto capi d’accusa, la mattina del 15 ottobre 1917 avanzò verso i fucili con passo sicuro, il volto indecifrabile di chi non si consegna alla giustizia degli uomini ma a quella, più duratura, della storia.