Asgari lo conosciamo bene, era già stato a suo tempo Venezia e ci ritorna ora con un film sorprendente, incentrato sulle tematiche del ‘no’ al regime, alla censura e all’oppressione ideologica di un Paese, il suo Iran, vittima di una delle più tremende dittature religiose e politiche del nostro tempo. Lo fa però con un tono da commedia anche un po’ surreale, con una leggerezza incredibile, dimostrando come sia possibile affrontare tematiche pesanti in maniera assolutamente lieve, senza per questo perdere nulla in termini di potenza nella denuncia
Bahram è un regista iraniano-azero segnato da anni di censure e frustrazioni: i suoi film, girati nel nord-ovest del Paese, non hanno mai ottenuto il permesso di essere proiettati. Dopo l’ennesimo rifiuto, decide di salire in sella a una Vespa insieme alla produttrice Sadaf...