Realizzato da Studiocanal e dalla Cinémathèque française, con il supporto del CNC e di CHANEL, il restauro di Le quai des brumes (Il porto delle nebbie, 1938) riporta sul grande schermo uno dei film più emblematici del realismo poetico francese, con Jean Gabin e Michèle Morgan, presentato in anteprima alla Mostra nella sezione dedicata aiClassici restaurati.
All’inizio del film il protagonista, il disertore interpretato da Jean Gabin, chiede un passaggio a un camionista. Durante il viaggio spiega al conducente, che gli indica la nebbia di Le Havre, di conoscere la nebbia, provenendo da Tonchino; l’altro controbatte affermando che non c’è nebbia a Tonchino, e allora Jean porta la mano alla fronte mostrandogli dove in realtà si trova la nebbia. È chiaro che questa nebbia, usata come oggetto metaforico dal regista, è sia un simbolo di mistero e sotterfugio, sia l’indice dell’offuscamento della mente umana che genera violenza e morte.
Un disertore approda a Le Havre, avvolto nella sua nebbia interiore e in quella reale del porto. Tra emarginati che lo accolgono e un amore fragile che sembra aprire uno spiraglio di futuro, si muove in un mondo ambiguo dove nulla è come appare. Marcel Carné, insieme a Jacqu...
Il protagonista trova aiuto da diseredati disperati come lui, e forse anche l’amore, furtivo e sfuggente che per un attimo può dare qualche speranza di una vita migliore. Nessuno dei personaggi del film appare per quello che in realtà è: i più mansueti si rivelano dei malvagi macchinatori che tramano nell’ombra e i bulli più esaltati in realtà mostrano fin da subito la loro indole vile e piagnucolosa. Il regista Marcel Carné in coppia con lo sceneggiatore di fiducia Jacques Prévert realizza un noir anomalo all’interno del realismo poetico francese: il film, allo scoppio della guerra viene subito fatto sparire per le tematiche non consone al periodo storico. Il duo Carnè/Prevost firmerà altri capolavori entrati nella storia del cinema mondiale come Alba tragica (1939) sempre con protagonista Jean Gabin, Amanti perduti (1945) e Mentre Parigi dorme (1946).