Eleonora Duse (Valeria Bruni Tedeschi), figura leggendaria del teatro italiano dalla personalità ribelle, fiera e modernissima, vissuta tra il 1858 e il 1924, viene raccontata attraverso gli occhi di sua figlia nell’ultima stagione della sua vita. La sua carriera è orm...
«Tutto è cenere: la vita, la morte, l’uomo, il destino». Nel 2011 le Giornate del Cinema Muto di Pordenone hanno presentato la copia restaurata di Cenere (1917) unico film in cui recitò Eleonora Duse. Restaurata dalla Cineteca del Friuli, in collaborazione con George Eastman House e Cineteca Sarda, grazie al recupero dei viraggi originali quest’opera è tornata a nuova vita, mostrandoci tutta la grandezza della leggendaria attrice teatrale. Il film, tratto dal romanzo omonimo del 1903 scritto dal Premio Nobel Grazia Deledda, venne fortemente voluto dalla Duse che scelse il giovane regista-attore Febo Mari come collaboratore. Alcune fonti riportano che il produttore Arturo Ambrosio, a capo della Società Anonima Ambrosio di Torino, abbia messo il figlio alla regia, affiancandolo a Mari.
La storia ruota attorno a una madre che ha un figlio da un uomo sposato e si sacrifica per potergli dare un destino migliore. La staticità delle inquadrature, il rifiuto del primo piano e l’allusione al posto del messaggio esplicito sono le caratteristiche che la Duse volle dare a questa opera cinematografica che non venne bene accolta dal pubblico. Resta comunque un incredibile documento storico che vede la Duse in azione con tutto il suo carisma e la sua recitazione in parte più posata e con meno pantomima facciale rispetto alle dive cinematografiche a lei contemporanee. Per motivi di budget il film venne girato in Piemonte e gli esterni, per simulare la Sardegna, furono ripresi nelle Valli di Lanzo.