Parola a Silvia Jop, in rotta verso la nuova edizione del Premio Inclusione e Sostenibilità Edipo Re
Alla scoperta della giuria ufficiale del VIII Premio Inclusione e Sostenibilità Edipo Re, a cura di Silvia Jop, che avrà il compito di individuare il film, tra i 12 selezionati trasversalmente nelle diverse sezioni della Mostra, che in maniera più incisiva è portatore di valori di inclusività e sostenibilità. Dopo Motta, e la scrittrice Eleonora Marangoni, incontriamo il terzo giurato, lo scrittore e regista Valerio Mieli, protagonista di una Masterclass oggi alle 18 a Isola Edipo.
Come giurato del Premio Isola Edipo, questa volta passi dalla macchina da presa ad essere spettatore). Con quale sguardo ti poni verso i 12 film selezionati?
Essendo l’unico del mestiere, forse la difficoltà principale consiste per me nel conciliare uno sguardo estetico e di fattura, con uno più etico. Per ora abbiamo trovato film molto belli e al contempo portatori di valori alti, pienamente attinenti al tema del premio. Da buon cinefilo, guardare e giudicare film è una cosa che ho sempre fatto, anche prima di diventare regista. Sono perciò contento di coprire questo ruolo ufficiale e di poter motivare la scelta del film che secondo me merita un riconoscimento. Tuttavia devo ammettere che credo nei premi fino a un certo punto; ci sono film belli e diversamente belli e in un mondo ideale queste sono occasioni per offrire una selezione “speciale” di opere, piuttosto che per sancire un vincitore su tutti. Non è una gara, non è una partita di calcio, specie quando si tratta di temi etici. Inizialmente mi spaventava l’idea di dover scegliere, ma al momento ho l’impressione di non dover scegliere affatto.
In che modo i temi dell’inclusione e della sostenibilità si intersecano con il tuo cinema?
Credo che prima o poi toccherò anche dei temi più̀ ampi che vanno a completare il racconto di sentimenti iniziato con Dieci Inverni e proseguito con Ricordi?. Anche se non sono propriamente un autore di cinema sociale o politico, in un certo senso mi ci ritrovo molto, pur ritenendo che uno debba avere qualcosa di interessante ed autentico da dire a prescindere, senza dover essere programmaticamente costretto in recinti tematici legati ai drammi del presente. Al momento sono questioni su cui mi interrogo indipendentemente dal cinema, penso però che prima o poi le due cose potrebbero confluire.
Sei quindi ancora nel tuo pieno mood romantico?
Eccome! Ho appena scritto un romanzo, un lungo romanzo che presento qui a Isola Edipo. Si intitola Scelgo tutto e racconta le due vite possibili di uno stesso personaggio che si sdoppia, in una specie di sliding door. È un progetto più ampio e corale di cui sono molto contento; ci ho lavorato davvero tanto, con entusiasmo, dunque al momento è questo il lavoro su cui mi piace e intendo concentrarmi, facendolo conoscere il più possibile ai potenziali lettori.
Cosa porterai a casa da questa esperienza di giurato?
Ormai sono più di vent’anni che vengo al Festival di Venezia e ho già fatto parte di altre giurie. Quest’anno, tuttavia, mi aspetto più di sempre di vedere dei film che non sarei andato a vedere altrove, magari anche perché non distribuiti nelle sale. Dei film, per così dire, inaspettati. Avendo una certa rodata esperienza festivaliera, generalmente faccio una mia personale selezione di titoli, finendo poi con perderne alcuni che magari mi avrebbero potuto stupire, come viceversa non è successo proprio in questi giorni con un film selezionato per il Premio…
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