A poche ora dalla cerimonia ufficiale che sancisce l’apertura della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia numero 82, in occasione della pre-apertura, appuntamento divenuto classico e attesissimo, i riflettori si sono già accesi e con essi il dibattito. Ma il Presidente, Pietrangelo Buttafuoco, mantiene ferma l’attenzione su La Biennale come strumento di indagine della contemporaneità. «La Biennale segue, cerca, esplora – afferma –. Una ricerca incessante di nuove modalità espressive che rappresenta poi la vera bellezza dell’Istituzione: non essere vincolati a schemi rigidi, ma essere sempre come dei sensori alla scoperta di territori inesplorati […]. Ciò comporta, nel caso della Mostra del Cinema, il dover sostenere la qualità cinematografica in una prospettiva futura e nel senso proprio dell’arte. E in questo senso mi piace precisare che questa è una Mostra, non un Festival. E la Mostra si è impegnata, in questi ultimi anni, nel porsi in una posizione più aperta, come un transito libero di linde nuvole – quello rappresentato nel manifesto di quest’anno firmato da Manuele Fior – che ci porta alla speranza, la speranza del cielo in assoluto più blu».
Alla direzione della Mostra l’esperienza e la conoscenza di Alberto Barbera, in “maestro d’orchestra” che ha incassato la massima fiducia dei diversi presidenti della Biennale che si sono succeduti negli anni, in particolare Pietrangelo Buttafuoco ha ribadito: «Nel CdA di Biennale non c’è pregiudizio verso un secondo, un terzo o un quarto, fosse pure un decimo, mandato per i direttori. Laddove eccellono, restano».
«La Biennale segue, cerca, esplora. Una ricerca incessante di nuove modalità espressive che rappresenta poi la vera bellezza dell’Istituzione: non essere vincolati a schemi rigidi, ma essere sempre come dei sensori alla scoperta di territori inesplorati. Ciò comporta, nel caso della Mostra del Cinema, il dover sostenere la qualità cinematografica in una prospettiva futura e nel senso proprio dell’arte. E in questo senso mi piace precisare che questa è una Mostra, non un Festival. E la Mostra si è impegnata, in questi ultimi anni, nel porsi in una posizione più aperta, come un transito libero di linde nuvole – quello rappresentato nel manifesto di quest’anno firmato da Manuele Fior* – che ci porta alla speranza, la speranza del cielo in assoluto più blu. […] Alberto Barbera non è in scadenza e nella decisione del Cda di Biennale non c’è pregiudizio verso un secondo, un terzo o un quarto, fosse pure un decimo, mandato per i direttori. Laddove eccellono, restano».

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