Non bisognerebbe idolatrare gli artisti, perché sono umani esattamente come tutte le altre persone. Ma come si fa a non farlo per Bowie. In questa esperienza immersiva, nel vero senso della parola, sembra di essere ad uno dei suoi concerti. Si sente la forza del pubblico, la grandezza di un uomo che non è nient’altro che un essere umano, nulla di più. E questo si percepisce dall’installazione. Un uomo, un semplice uomo. Le foto che lo raffigurano trasmettono esattamente questo. Una versione di Bowie che non siamo abituati a vedere. Quasi ridimensiona una leggenda: tutte le storie raccontate dipingono un’artista che prima di tutto ha emozioni, paura, rabbia e voglia di dire qualcosa. Poi cominciano le canzoni e il confine tra Bowie persona e la leggenda si infrange. Un unicum irripetibile, che unisce poesia, rivolta, critica e ideologia. La forza di un solo uomo che sconvolge completamente lo status quo e mette in moto dei movimenti generazionali che hanno cambiato la storia del mondo. Un uomo, un artista, un poeta, un musicista, una leggenda. Come tutti i miti, non potrà mai sparire, perché gli eroi non muoiono mai.
BOWIE: UNSEEN | UNHEARD
di Denis O’Regan, Nick Ryan (UK, 25’)
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