INK_Quando Daniel Pemberton riceve una telefonata da Danny Boyle, sa che non deve limitarsi a comporre una colonna sonora, ma deve adempiere a una mission ogni volta più sfidante. Per Yesterday ha dovuto arrangiare ventisette canzoni dei Beatles in modo da eliminare la magia della produzione di George Martin e dell’incastro vocale dei quattro per un approccio più grezzo, pop. Per il bellissimo Steve Jobs, strutturato in tre momenti diversi della vita del visionario quando fece la conferenza di lancio del Mac128 nel 1984, del NeXT nel 1988, e dell’iMac nel 1998, Pemberton compose tre sequenze musicali che rispecchiassero lo Zeitgeist: analogica la prima, sinfonico – orchestrale la seconda, elettronica la terza. Per il nuovo film di Boyle, Ink, Pemberton costruisce un set sonoro che compete con la vertiginosa velocità del film. Perché, anche se Trainspotting è stato girato trent’anni fa, il marchio di fabbrica per Boyle è rimasto quello: una corsa di fondo fatta di
decine di 100 metri sovrapposti e tirati al massimo. E Pemberton riesce nell’impresa, assecondando il cinetismo estremo del film con sequenze in costante cambiamento, che sottolineano il frenetico incalzare delle scene.

Nel 1969 Rupert Murdoch (Guy Pearce) acquista il quotidiano britannico The Sun e ne affida la direzione allo spregiudicato Larry Lamb (Jack O’Connell). Deciso a superare nelle vendite il rivale The Mirror, Lamb riunisce una squadra di anticonformisti e reinventa il giorn...