Dopo Palombella

Nanni Moretti ritrova Venezia, nuovamente ispirato dalla narrativa di Eshkol Nevo
di Roberto Pugliese
  • sabato, 5 settembre 2026

Un cerchio che si chiude dopo quasi quattro decenni: il regista romano rimette piede al Lido per giocarsi il Leone d’Oro con Succederà questa notte, intreccio intimo ed etico che riapre il dialogo tra il suo cinema e le inquietudini del presente.

Correva l’anno 1989, settembre. Il Muro di Berlino sarebbe caduto un mese e mezzo dopo. Alla guida del PCI – di cui avrebbe due anni dopo officiato la dissoluzione, anticipando di poco quella dell’URSS – c’era Achille Occhetto. Alla Settimana Internazionale della Critica veneziana Nanni Moretti presenta il film-manifesto della crisi ideologica – e sua personale – attraversata dalla sinistra, Palombella rossa, sino ad ora il suo ultimo film inedito presentato in laguna. In 37 anni è cambiato il mondo, e non propriamente in meglio, nonché il cinema, che tenta ostinatamente di rappresentarlo cercando di elevarsi sopra il devastante degrado del dibattito pubblico. Lo “splendido quarantenne” Moretti (che a Venezia aveva portato in Concorso nel 1981 Sogni d’oro, Premio speciale della giuria, e il cui Ecce Bombo del ’78 vinse due anni fa il premio per il Miglior film restaurato di Venezia Classici) è oggi uno splendido settantenne accigliato, legittimamente preoccupato, sobriamente immalinconito.

In quasi quattro decenni i suoi film si sono divisi tra Cannes e Berlino, collezionando Palme e Orsi, marcando un progressivo distacco dai toni prettamente satirici e umoristici (Bianca, La messa è finita) per approdare a registri decisamente drammatici (La stanza del figlio), anche se venati di un’ironia sempre più amara e graffiante. Il personaggio pubblico Moretti non ha mancato di esprimersi politicamente in chiave critica verso quella sinistra cui pure appartiene, ma nel suo cinema non è mai soffiato il vento della militanza scoperta, tutt’altro.

Mescolando sempre di più una componente autobiografica con una tensione civile fortissima (Caro diario, Aprile, Il caimano), ha attraversato le stagioni della vita italiana con sguardo severo e con esiti artistici altalenanti, non mancando mai di dichiarare anche le proprie idiosincrasie cinematografiche. Attore inaspettatamente docile per altri (Calopresti, Grimaldi, Archibugi), documentarista civile (Santiago, Italia), si è rivelato incredibilmente profetico con Habemus Papam, e se una crescente autoreferenzialità ne ha talora offuscato i risultati (Il sol dell’avvenire), con Mia madre e soprattutto con Tre piani ha ultimamente riscoperto una tensione squisitamente narrativa di fortissima presa emozionale.

Succederà questa notte, il suo odierno ritorno in Concorso al Lido, si situa appunto in questa più recente fase, non a caso confermando il feeling morettiano con la narrativa dello scrittore israeliano Eshkol Nevo, da cui aveva già tratto Tre piani. Il film, liberamente ricavato da alcuni racconti della raccolta Legami (Feltrinelli), è infatti una storia di complicati intrecci familiari e difficili equilibri sentimentali, orientata dunque verso una dimensione privata che tuttavia in Moretti rivela sempre anche una vibrante pulsione etica. Al centro, in un cast che comprende anche Angela Finocchiaro, Hippolyte Girardot e lo stesso Moretti, la coppia formata dall’iconico Louis Garrel e da Jasmine Trinca, presenza, quest’ultima, che a Nanni (La stanza del figlio) deve molto.

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