Paul Schrader

di Davide Carbone
  • venerdì, 4 settembre 2026

Come sempre soggetti, contenuti di straordinaria presa e resa filmica quelli scelti e lavorati da Paul Schrader. Il quale ancora una volta conferma la sua peculiare capacità nel saper affrontare questioni molto terrene in una prospettiva filosofica e con una forte dimensione spirituale, estraendo la realtà per proiettarla in una dimensione direi quasi metafisica, restando però sempre aderente ad essa.

Alberto Barbera

THE BASICS OF PHILOSOPHY

John Jorissen, professore di filosofia al Ridgemont College, piccolo ateneo del Midwest, tiene un corso introduttivo e lavora a un libro su Spinoza. Dietro una vita regolata e repressa nasconde però una colpa sepolta da anni. Il ritorno improvviso della persona che ne fu vitt...

LEGGI
Paul's six
American Gigolò
(1980)

Un trentenne Richard Gere ottiene la ribalta internazionale in questo noir che ne esalta le doti attoriali di sex symbol degli anni Ottanta. Le musiche di Giorgio Moroder incorniciano un intreccio narrativo in cui sesso e potere sono facce della stessa, inquietante, medaglia.

Il bacio della pantera
(1982)

Ancora una colonna sonora di Moroder, impreziosita dal tema musicale Cat People (Putting Out Fire) scritto a quattro mani con David Bowie e interpretato dal Duca Bianco. Protagonisti di questo fantahorror, Malcolm McDowell e una giovanissima Nastassja Kinski.

Cortesie per gli ospiti
(1990)

Adattamento dell’omonimo romanzo di Ian McEwan sceneggiato da Harold Pinter e presentato a Cannes, con cast stellare comprendente Christopher Walken, Rupert Everett, Natasha Richardson e Helen Mirren.

Affliction
(1997)

Invitato a Venezia nel 1997 da Felice Laudadio, Schrader porta sullo schermo il passato tormentato del poliziotto Nick Nolte (di ritorno al Lido quest’anno diretto da Casey Affleck). Coburn grazie a questo film si aggiudicò l’Oscar come miglior attore non protagonista.

Adam Resurrected
(2008)

I traumatici postumi mentali dell’Olocausto deflagrano nella vicenda di Adam Stein (Jeff Goldblum), indelebilmente segnato da un passato di sopraffazione e follia abitato dall’ambigua presenza del Comandante Klein (Willem Dafoe).

Il collezionista di carte
(2021)

Con Martin Scorsese tra i produttori, il film scritto e diretto da Schrader affronta la “polveriera morale” di Abu Ghraib mettendo al centro del film le dinamiche di espiazione e colpa, solitudine e disciplina che lo hanno interessato lungo tutto il proprio percorso cinematografico.

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