Shinya Tsukamoto

di Andrea Zennaro
  • venerdì, 4 settembre 2026

Il regista giapponese torna a Venezia con un nuovo film che chiude una sorta di trilogia sulla guerra e i suoi orrori. Se nel 2014 e nel 2023 il racconto si collocava nel contesto storico della Seconda guerra mondiale, ora Tsukamoto sposta lo sguardo sul Vietnam, affidandosi ad attori statunitensi. Nel cinema nipponico il genere bellico non si limita a raccontare imprese eroiche o patriottiche, ma spesso indaga anche le ferite e le conseguenze che il conflitto lascia nelle vite di chi lo attraversa. È proprio questa la direzione seguita da Tsukamoto in Fires on the Plain (Nobi, 2014) e Hokage – Ombra di fuoco (2023), entrambi concentrati sugli effetti più intimi e devastanti della guerra. Con questo nuovo film in lingua inglese, tratto dall’omonimo libro del veterano Allen Nelson, il regista compie un ulteriore passo in questo percorso. Sul finire degli anni Sessanta l’inchiesta di Seymour Hersh sul massacro di Mỹ Lai contribuì a scuotere l’opinione pubblica americana, mostrando con crudezza il vero volto della guerra in Vietnam. Tsukamoto racconta ora la vicenda di un reduce annientato dal senso di colpa, precipitato in una spirale autodistruttiva finché non trova l’aiuto salvifico che lo porta ad affrontare le atrocità commesse, a renderle pubbliche e a trasformare la propria esperienza in una testimonianza contro la guerra.

MR. NELSON, DID YOU KILL PEOPLE?

Nelson san Shinya Tsukamoto

Allen Nelson (Rodney Hicks), afroamericano cresciuto tra povertà e discriminazione, si arruola nei Marines a diciott’anni e nel 1966 viene inviato in Vietnam, dove impara a uccidere senza esitazione. Tornato negli Stati Uniti con un grave disturbo post-traumatico, perde fam...

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Nonostante uno stile eccentrico, sopra le righe e a volte grandguignolesco, il cinema allucinato e disturbante di Tsukamoto continua a seguire una perenne mutazione, cifra stilistica ma anche chiave di lettura della sua opera. Già nei primi lavori, come il cortometraggio The Phantom of Regular Size del 1986 e il mediometraggio Le avventure del ragazzo del palo elettrico del 1987, affiorano molti degli elementi destinati a esplodere nel suo primo lungometraggio, Tetsuo del 1989, premiato come miglior film al Fantafestival di Roma. La carne, il delirio, l’erotismo e la violenza ritornano come una costante nella filmografia di questo autore visionario, che rielabora ansie e nevrosi della modernità trasformandole in un vortice sensoriale per lo sguardo. Anche i rapporti umani sono segnati dal conflitto e portati al limite. In A Snake of June del 2002 il sesso liberatorio arriva, per una coppia in crisi, dopo un percorso travagliato fatto di voyeurismo, ricatti e violenza. Nei film successivi emerge però un cambiamento significativo, soprattutto nella centralità assunta dalle figure femminili, spesso decisive nel determinare le sorti delle famiglie e portatrici di una forza interiore diversa da quella fisica che dominava i primi lavori, ma non meno radicale. Da non sottovalutare, infine, il lavoro di Tsukamoto come attore, ruolo nel quale si è cimentato più volte sia nei propri film sia in quelli di altri registi. Tra le collaborazioni più significative figurano quelle con Takashi Miike in Dead or Alive 2: Birds del 2000 e Ichi the Killer del 2001, oltre alla partecipazione in Silence di Martin Scorsese del 2016.

Shinya’s six
Tetsuo
(1989)

Un vortice cyberpunk adrenalinico dove la carne e il metallo si fondono in un ibrido mutante.

Gemini
(1999)

Lo scontro tra gemelli che sfocia in un crescendo di orrore e angoscia.

A Snake of June 
(2002)

La riscoperta delle pulsioni del proprio corpo sotto una pioggia battente.

Vital
(2004)

Uno studioso di medicina cerca l’anima dell’amata attraverso l’autopsia del suo cadavere.

Kotoko
(2011)

Un viaggio nella mente malata di una madre che cerca di prendersi cura del figlio neonato.

Hokage - Ombra di fuoco 
(2023)

L’innocenza di un bambino può essere l’unica speranza di salvezza dagli orrori della guerra?

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