Dalla denuncia bellica all’emergenza climatica: la goccia in vetro di Murano di Green Drop Award premia a Venezia 83 le opere di Abraham-Szor e Strippoli, con un riconoscimento dedicato alle nuove generazioni.
La quindicesima edizione del Green Drop Award fotografa senza sconti le contraddizioni più drammatiche del presente. La tradizionale goccia in vetro di Murano – realizzata dal maestro Simone Cenedese e custode simbolica della terra del “mare senza mare”, risalente al prosciugamento del Mediterraneo – è stata assegnata ex aequo a due opere in concorso alla 83ª Mostra del Cinema: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor e L’estranea di Paolo Strippoli. Accanto a loro, un Premio Speciale è andato a Greta e le favole vere di Berardo Carboni.

Al centro del verdetto della giuria presieduta da Simone Gialdini spicca la potente presa di posizione su Naza. L’opera di Yuval Abraham e Rachel Szor affronta con cruda concretezza le dinamiche dei conflitti contemporanei attraverso una rigorosa inchiesta sull’impiego delle tecnologie di sorveglianza e dei modelli predittivi nelle operazioni militari. Un lavoro che svela le conseguenze umane e materiali della violenza sistematica e che intercetta pienamente il principio fondante della cooperazione fra i popoli promosso da Green Cross fin dalla sua fondazione per volere di Mikhail Gorbaciov. In un tempo segnato dalla tragedia in corso nella Striscia di Gaza e dalla sofferenza civile, il riconoscimento ribadisce una verità ineludibile: non può esserci alcuna transizione ecologica né futuro per il pianeta senza l’interruzione immediata delle logiche di guerra usate come strumento politico
Nato dalle inchieste pubblicate tra il 2023 e il 2025 da +972 Magazine, Local Call e The Guardian, Naza ricostruisce i sistemi con cui le forze israeliane pianificano gli attacchi a Gaza e stimano le vittime civili attese. Attraverso filmati realizzati di not...
Un segreto custodito per vent’anni riemerge quando Anna si presenta all’improvviso a casa della figlia Alice per raccontarle la verità sulla loro famiglia. Dopo un grave incidente avvenuto durante l’infanzia della ragazza, la donna strinse un patto con una misteriosa es...
L’altra goccia va a L’estranea di Paolo Strippoli, che trasferisce le inquietudini del nostro tempo nei territori del cinema di genere. Al centro della narrazione vi è una lacerante frattura familiare innescata da un fenomeno meteorologico estremo, non più distopia lontana ma tragica cronaca quotidiana. L’acqua che invade lo spazio domestico evidenzia l’illusione umana di dominare e assoggettare le forze della natura, mostrando come la perdita di controllo sfoci in un processo di fuga e di negazione delle proprie responsabilità.
A chiudere il palmarès è il Premio Speciale conferito a Greta e le favole vere di Berardo Carboni, ritirato dal cast insieme a Donatella Finocchiaro, Sara Ciocca, Darko Peric, Federico Rosati e Roberta Palumbo. Il film sceglie la cifra universale della fiaba per spiegare alle giovani generazioni l’urgenza della tutela ambientale e della biodiversità, trasformandosi in un ponte formativo che rifiuta il disfattismo per privilegiare il dialogo, la consapevolezza e la responsabilità civile.