Guerra, ambiente e macerie

Green Drop Award 2026: vincono Naza e L'estranea, speciale a Greta e le favole vere
di Redazione VeNews
  • sabato, 12 settembre 2026

Dalla denuncia bellica all’emergenza climatica: la goccia in vetro di Murano di Green Drop Award premia a Venezia 83 le opere di Abraham-Szor e Strippoli, con un riconoscimento dedicato alle nuove generazioni.

La quindicesima edizione del Green Drop Award fotografa senza sconti le contraddizioni più drammatiche del presente. La tradizionale goccia in vetro di Murano – realizzata dal maestro Simone Cenedese e custode simbolica della terra del “mare senza mare”, risalente al prosciugamento del Mediterraneo – è stata assegnata ex aequo a due opere in concorso alla 83ª Mostra del Cinema: Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor e L’estranea di Paolo Strippoli. Accanto a loro, un Premio Speciale è andato a Greta e le favole vere di Berardo Carboni.


Al centro del verdetto della giuria presieduta da Simone Gialdini spicca la potente presa di posizione su Naza. L’opera di Yuval Abraham e Rachel Szor affronta con cruda concretezza le dinamiche dei conflitti contemporanei attraverso una rigorosa inchiesta sull’impiego delle tecnologie di sorveglianza e dei modelli predittivi nelle operazioni militari. Un lavoro che svela le conseguenze umane e materiali della violenza sistematica e che intercetta pienamente il principio fondante della cooperazione fra i popoli promosso da Green Cross fin dalla sua fondazione per volere di Mikhail Gorbaciov. In un tempo segnato dalla tragedia in corso nella Striscia di Gaza e dalla sofferenza civile, il riconoscimento ribadisce una verità ineludibile: non può esserci alcuna transizione ecologica né futuro per il pianeta senza l’interruzione immediata delle logiche di guerra usate come strumento politico

L’altra goccia va a L’estranea di Paolo Strippoli, che trasferisce le inquietudini del nostro tempo nei territori del cinema di genere. Al centro della narrazione vi è una lacerante frattura familiare innescata da un fenomeno meteorologico estremo, non più distopia lontana ma tragica cronaca quotidiana. L’acqua che invade lo spazio domestico evidenzia l’illusione umana di dominare e assoggettare le forze della natura, mostrando come la perdita di controllo sfoci in un processo di fuga e di negazione delle proprie responsabilità.
A chiudere il palmarès è il Premio Speciale conferito a Greta e le favole vere di Berardo Carboni, ritirato dal cast insieme a Donatella Finocchiaro, Sara Ciocca, Darko Peric, Federico Rosati e Roberta Palumbo. Il film sceglie la cifra universale della fiaba per spiegare alle giovani generazioni l’urgenza della tutela ambientale e della biodiversità, trasformandosi in un ponte formativo che rifiuta il disfattismo per privilegiare il dialogo, la consapevolezza e la responsabilità civile.

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