Grazie al restauro di La ragazza senza storia recupero la mia vecchia edizione Mondadori del 1966, Biografie, di Alexander Kluge. Sì, un autore decisamente da riscoprire e rileggere. Uno dei principali esponenti del Neuer Deutscher Film insieme a Werner Herzog, Wim Wenders e Rainer Werner Fassbinder. Avvocato, sceneggiatore, scrittore e regista. Leone d’Oro 1968 e alla Carriera nel 1982. Appena maggiorenne varca la frontiera verso la Germania Ovest e, mentre frequenta l’Università con Adorno come maestro, inizia le prime esperienze alla regia con Fritz Lang. Ma negli anni Ottanta abbandona il cinema per dedicarsi alla televisione e soprattutto alla letteratura. Tipico della sua produzione il superamento della frattura tra realtà e finzione e della dicotomia scrittore/lettore. I suoi racconti sono brevi, con lacune che chi legge deve riempire in base alla propria esperienza. In un’intervista confessa: «I am an ordinary man with no ideas. When I write I use ideas as material and maybe using them I occasionally find new ideas, but it’s like a painter mixing colors…».
Anita G., giovane ebrea cresciuta nella Germania Est, tenta di trovare un posto nella Germania Federale. Con montaggio frammentario e inserti documentari, Kluge trasforma il suo spaesamento nel ritratto di un Paese incapace di fare i conti con il proprio passato. Leone d’Arg...
Biografie contiene una serie di schede che riflettono la società tedesca di allora, ma forse anche di oggi, e il racconto al centro del nostro interesse è Anita G. Esergo è: «Non avrebbe una storia un poco più allegra?». Anita è una ragazza in fuga da tutti, con un inconfessato bisogno di protezione: si concede facilmente, cambia continuamente città, tenta più volte di iniziare una professione. Ironicamente Kluge si prende in giro, innalza un avvocato ad ultimo tentativo di difesa e speranza della giovane. Vivida la descrizione del grande legale e dei suoi pensieri in una intera giornata di lavoro. Per l’amaro finale, il titolo del breve capoverso sarà Saccheggiata. Potrebbe sembrare il primo canovaccio, le prime pagine che si presentano ad un produttore prima della stesura di un copione. Ma proprio in questa capacità di creare con poche righe l’atmosfera e l’essenza dei personaggi si rivela la grandezza di Alexander Kluge.