Il Lido molla per un attimo gli abiti eleganti e si infila un bel giubbotto di pelle vissuto. All’83. Mostra del Cinema c’è un’aria diversa, quella elettrica delle grandi occasioni. Il 5 settembre in Sala Grande ecco Oasis: Don’t Look Back in Anger di Dylan Southern e Will Lovelace, il docufilm sui ragazzacci, sui fratelli irosi di Manchester, e l’eccitazione collettiva si taglia con il coltello.
Niente discorsi complicati da critici snob o noiosi dettagli tecnici: qui si parla di pancia, di puro rock’n’roll e di una storia incredibile che sembra uscita dalla penna di uno scrittore di favole metropolitane. Immaginate la scena. Le luci in sala che si spengono di colpo, il brusio del pubblico che si azzera del tutto e lo schermo gigante che si accende. Fuori c’è la solita laguna tranquilla con i suoi palazzi storici, ma dentro si viaggia dritti verso i quartieri grigi e bagnati di Manchester. Ci si ritrova tra pozzanghere scure, pub fumosi e sogni troppo grandi per restare chiusi dentro un cassetto. È la storia pazzesca di due fratelli che si sono odiati e amati davanti a tutto il mondo, capaci di costruire quel Wonderwall sonoro, quel muro di meraviglia che ha protetto i desideri di un’intera generazione.
Il tour che nel 2025 ha riunito Liam e Noel Gallagher ha registrato il tutto esaurito, imponendosi come uno degli eventi musicali più attesi degli ultimi anni e riannodando un percorso che i fan degli Oasis temevano interrotto per sempre. Il documentario ne racconta l’impat...
Il red carpet sprizza elettricità pura. Cosa dobbiamo aspettarci? Nessuno lo sa di preciso e non vogliamo neanche saperlo prima del tempo. Niente spoiler maledetti, il film va vissuto al buio dall’inizio alla fine, senza anticipazioni che tolgano il gusto magico della sorpresa. Per ora c’è solo la fantasia che corre veloce a caccia di immagini. Ci divertiamo a immaginare il volume degli amplificatori sparato al massimo, gli sguardi storti tra Noel e Liam, e quel momento preciso in cui la prima nota sul palco fa tremare lo stomaco di chi ascolta.

È un viaggio fatto di ricordi stampati nella mente, di sogni di carta e di quell’invito a non guardarsi indietro con rabbia, un liberatorio Don’t Look Back in Anger urlato a squarciagola.
Mentre le barche galleggiano tranquille fuori dal Palazzo, dentro la sala si prepara una tempesta rock perfetta. Due giganti veri che tornano a sfidare il tempo, senza filtri e senza nessuna paura di mostrare le proprie crepe. Conta solo quell’emozione cruda che ti fa venire la pelle d’oca all’improvviso sulla schiena. Sotto il sole di Venezia, la favola degli Oasis ricomincia da zero. Noi siamo qui in prima fila, con il fiato sospeso e gli occhi spalancati, pronti a goderci lo spettacolo e a cantare nel buio. Sarà una bomba pazzesca, potete starne certi.