Wim Wenders

by Delphine Trouillard
  • sunday, 6 september 2026

Con From Inside Out – The Architecture of Peter Zumthor Wim Wenders ritorna a una delle passioni che lo accompagna fin dall’infanzia: l’architettura. Il documentario è dedicato a Peter Zumthor, uno dei grandi architetti contemporanei, già vincitore del Pritzker Prize. Per Wenders l’interesse per l’architettura precede il cinema. Da ragazzo disegnava edifici e riempiva la propria stanza di fotografie di Brasilia, la città modernista progettata da Oscar Niemeyer. L’architettura rappresentava allora, per lui, il linguaggio attraverso il quale dare forma al futuro.
Il film attraversa alcuni degli edifici più significativi di Zumthor, senza per questo voler offrire una tradizionale lezione di architettura. Partendo dalla battuta dell’architetto secondo cui «iniziamo tutti da una casa» e adottando la tecnologia 3D, Wenders accompagna lo spettatore dentro gli spazi attraverso gli occhi di chi li abita, li visita o ci lavora.

FROM INSIDE OUT – THE ARCHITECTURE OF PETER ZUMTHOR

In 2012, Wim Wenders and Peter Zumthor created the short film Notes from a Day in the Life of an Architect for the Architecture Biennale. Their encounter gave rise to this 3D documentary devoted to the Swiss master and Pritzker Prize laureate. Through the eyes of visi...

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Il suo obiettivo è quello di far percepire l’architettura senza necessariamente spiegarla, facendo parlare la luce, i materiali, le proporzioni, il silenzio… L’architettura di Zumthor, che ha costruito relativamente poco caratterizzandosi, di fatto, come una sorta di “archistar anti-archistar”, è particolarmente adatta al raggiungimento di questo scopo, dato che è fatta di materia, atmosfera, artigianalità e attenzione radicale al luogo in cui nasce.
From Inside Out non è tanto un film meramente su Peter Zumthor, quanto più estesamente sull’atto di guardare e sull’importanza di tornare a vedere ciò che diamo spesso per scontato. Wenders usa il cinema per rallentare lo sguardo facendoci vivere dentro uno spazio, al contempo disegnato e costruito, così da far diventare l’architettura un’esperienza fisica.

Wim's six
Alice nelle città
(1973)

Capolavoro del road movie in bianco e nero, il vagare di un padre e una figlia tra America ed Europa traccia una mappa sentimentale dove il potere salvifico dello sguardo fotografico unisce due anime alla deriva.

Paris, Texas
(1984)

Palma d’oro a Cannes, è un viaggio ipnotico scandito dalle musiche di Ry Cooder e dai colori del deserto americano: una meditazione su silenzio, dolore, alienazione e sull’umano desiderio di connessione.

Il cielo sopra Berlino
(1987)

Con le musiche di Cave e la partecipazione di Ganz e Dommartin, un tributo lirico e umanista all’esistenza che recupera, attraverso frammenti di storie individuali, la memoria storica e visiva di Berlino e dei suoi abitanti.

Fino alla fine del mondo
(1991)

Una riflessione sulla fine del millennio che attraverso il genere del road movie fantascientifico esplora il rapporto dell’uomo con le immagini e la tecnologia sulla soglia di un’apocalisse moderna.

Anselm
(2023)

Fondendo la pratica cinematografica con pittura e scultura, Wenders indaga l’universo dell’artista tedesco Anselm Kiefer mostrando come la forza creatrice della pratica artistica possa interrogare il peso storico della Germania post-bellica.

Perfect days
(2023)

Uno straordinario Kōji Yakusho interpreta un addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo in un commovente inno alla vita quotidiana, ai dettagli invisibili e alla forza silenziosa del presente.

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