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Di giorno studia le onde gravitazionali, le increspature dello spazio-tempo prodotte dalla collisione di oggetti cosmici come i buchi neri. Negli interstizi fa teatro. Alberto Colombo Sormani, ricercatore di astrofisica all’INAF dell’Università La Sapienza di Roma, è il vincitore di Biennale College Regia under 30.
Il 10 e 11 giugno presenta in prima assoluta Imago Vocis | spacetime inbetween, prodotto dalla stessa Biennale e definito da Willem Dafoe “un raro mix di ambiguità e audacia”. L’idea nasce da una conversazione. Raccontando la sua tesi di dottorato a un’amica attrice e logopedista, Nicole Zanin, si accorge che stanno parlando della stessa cosa: entrambi studiano vibrazioni fisiche per accedere a una dimensione della realtà altrimenti invisibile. Le onde gravitazionali rivelano oggetti inaccessibili alla luce; la voce umana, analizzata da una logopedista, dischiude strati profondi e inconsci della persona. In scena uno spettrografo reagisce in tempo reale alla voce delle performer, trasformandosi nella trama dello spazio-tempo deformata da un buco nero.
Il confine tra visibile e invisibile, tra suono e materia, tra corpo e cosmo è il territorio che Imago Vocis attraversa evitando ogni spiegazione didascalica. In assoluta controtendenza con le orde di divulgatori/influencer che saturano la rete, Colombo Sormani afferma: «La scienza non è un contenuto da comunicare, ma una metodologia per trovare nuove possibilità nell’indagine artistica».
Tese dei Soppalchi, Arsenale
10, 11 giugno h. 19