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Il latte dei sogni

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Al Teatro La Fenice, dal 18 al 23 settembre, prende vita Cenerentola di Jean-Christophe Maillot, portata in scena dai Ballets de Monte-Carlo, tra le creazioni più celebrate della Compagnia. Presentata per la prima volta nel 1999 alla Salle Garnier dell’Opéra de Monte-Carlo, la coreografia ha segnato una svolta nella storia del repertorio monegasco. La musica di Sergej Prokof’ev, composta tra il 1941 e il 1944 su commissione del Teatro Kirov di San Pietroburgo, viene eseguita dal vivo dall’Orchestra del Teatro La Fenice, mentre scenografie e costumi sono firmati rispettivamente da Ernest Pignon-Ernest e Jérôme Kaplan.
La versione di Maillot offre una meditazione intensa sul lutto e sul modo in cui le persone che ci lasciano modellano il destino di chi resta. All’apertura del sipario, Cenerentola appare stringendo tra le mani il vestito bianco della madre defunta, simbolo della memoria che guida i suoi passi. La matrigna e le sorellastre non sono caricature perfide e volgari, ma donne seducenti che usano il fascino per raggiungere i propri scopi, immerse in un mondo artificiale di bellezza vuota; mentre la Fata, radiosa incarnazione della madre, permette alla protagonista di liberarsi dalle trappole di quell’universo costruito. Al centro rimane l’umanità semplice di Cenerentola: il suo piede nudo diventa emblema di un amore umile, del balletto stesso e della scoperta di sé. La storia si apre con il pas de deux dei genitori, una memoria, che si rifletterà nel ballo finale con il principe, sottolineando il viaggio iniziatico dalla giovinezza all’età adulta. Maillot riscrive un classico della danza con sguardo divertito e incisivo, portando sotto i riflettori una società colma di artificio, dove la ricerca del piacere priva gli abitanti di ogni senso della realtà. Qualsiasi riferimento a personaggi ed eventi noti è puramente casuale… ça va sans dire!