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«Eccetera» come parola aperta, irrisolta, impossibile da chiudere in una definizione. È da qui che parte la XVI edizione del Festival dei Matti, ideato e curato da Anna Poma, che dal 15 al 17 maggio torna a Venezia con tre giornate di incontri, installazioni, letture, pratiche partecipative e dialoghi tra filosofia, letteratura, psichiatria e politica.
Distribuito tra il Teatrino di Palazzo Grassi e il Teatrino Groggia, il festival continua a interrogare il confine tra normalità e follia, rifiutando l’idea della fragilità come semplice diagnosi e riportandola dentro una dimensione collettiva, sociale e quotidiana. Il titolo scelto per questa edizione suggerisce proprio uno scarto: quell’“eccetera” che resta fuori dalle classificazioni, che tiene aperto il discorso e lascia spazio alle contraddizioni dell’esperienza umana.
Il programma si apre venerdì 15 maggio al Teatrino Groggia con L’eccetera che siamo noi, installazione dedicata ai quindici anni del festival e primo passo verso un archivio vivente costruito non per conservare, ma per riattivare memorie, pratiche e relazioni. Segue Visual Assembly, dialogo partecipato e creativo sul confine tra normalità e follia a cura di Leopoldo Fox-Zampiccoli, prima dei tradizionali “Saluti matti” serali.
Sabato 16 maggio il festival si sposta al Teatrino di Palazzo Grassi con una giornata attraversata dalla figura della poeta Anna Toscano, tra memoria personale e riflessione politica. In programma anche la proiezione di Baby, performance del 2019 tratta da un racconto di Susan Sontag, alla presenza del regista Mattia Berto. La serata culmina nell’incontro con Yasmina Reza, tra le voci più rilevanti della drammaturgia contemporanea, in dialogo con Anna Poma e Alessia Mongelli nell’ambito della collaborazione con Incroci di Civiltà.
Domenica 17 maggio la riflessione torna sul lascito di Franco Rotelli con un incontro dedicato alle pratiche della salute mentale e all’esperienza triestina, insieme a Giovanna Del Giudice e altri ospiti. Nel pomeriggio Miguel Benasayag dialoga con Luca Casarini sulle possibilità di resistenza e sulle utopie ancora praticabili, in collaborazione con Mediterranea Saving Humans. La chiusura è dedicata a Gianfranco Rizzetto, con racconti, testimonianze e un finale in musica.