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Un corpo, una voce, una successione di immagini. In Gli anni Marco D’Agostin porta sulla scena la memoria come materia viva, affidandola a Marta Ciappina e al suo corpo di danzatrice. Il punto di partenza è l’omonimo romanzo di Annie Ernaux e quella particolare forma del ricordo in cui una vita intera finisce per condensarsi in poche immagini, canzoni, gesti, oggetti, momenti che il tempo ha sottratto alla continuità dell’esperienza.
La coreografia si costruisce dentro questa distanza: da una parte ciò che è accaduto, dall’altra ciò che oggi ne rimane. Ciappina attraversa il presente della performance portando con sé frammenti di un passato che non è soltanto il proprio. Le immagini che affiorano dal suo percorso incontrano quelle di chi osserva, le canzoni diventano memorie condivise, le storie individuali cominciano a sovrapporsi.
Il risultato è una coreografia che non racconta una biografia in modo lineare, ma lascia che il ricordo proceda per salti, ritorni e associazioni. Il corpo della danzatrice diventa il luogo in cui il tempo si deposita e si riapre, mentre il pubblico è chiamato a riconoscere, nelle immagini della scena, qualcosa della propria esperienza. Ne emerge una sorta di romanzo collettivo, costruito nel tempo breve e irripetibile dell’incontro teatrale.
La ricerca di Marco D’Agostin si concentra da anni sul funzionamento della memoria e sulle possibilità di relazione tra performer e spettatore. Nei suoi lavori archivi personali e collettivi diventano materiali per dispositivi coreografici in cui suono, parola e movimento si incontrano e si trasformano reciprocamente. Gli anni porta questa ricerca in una dimensione particolarmente intima, dove la memoria individuale finisce per incontrare quella di un’intera generazione.
Marta Ciappina, danzatrice, coach e didatta, si è formata principalmente a New York al Trisha Brown Studio e al Movement Research. Ha collaborato, tra gli altri, con Chiara Bersani, Elisabetta Consonni, Daniele Albanese, Daniele Ninarello, MK e Alessandro Sciarroni. Nel 2023 ha ricevuto il Premio Danza&Danza come interprete e il Premio Ubu come performer. È inoltre impegnata nella formazione con istituzioni e realtà della danza italiana, tra cui la Scuola Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano e la Biennale Danza di Venezia.
Marco D’Agostin è coreografo, danzatore e tra i fondatori di VAN, organismo di produzione della danza riconosciuto dal Ministero della Cultura. I suoi lavori sono stati presentati in festival e teatri italiani e internazionali. Dal 2019 partecipa al progetto XX Dancers for the 20th Century di Boris Charmatz, per il quale interpreta il repertorio Schuhplattler da Folk-s di Alessandro Sciarroni.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.