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Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Tra i più fini talenti viventi dell’interpretazione pianistica figura senz’altro Grigory Sokolov. Al di là delle molteplici leggende che si sono costruite intorno alla sua personalità schiva e solitaria, quasi ascetica, nonché alla sua meticolosa e pressoché maniacale attenzione ai dettagli tecnici del suo strumento, egli resta l’erede più genuino della grande tradizione pianistica russa di Richter e Horowitz, e un maestro ovunque celebrato per la sua tecnica impeccabile, squisitamente classica ma capace di coinvolgere il pubblico con un suono sempre tondo e pastoso e una padronanza eccezionale del repertorio. Nella sua prossima esibizione veneziana, in programma sabato 11 luglio nella Sala Grande del Teatro la Fenice nell’ambito della rassegna di Musikàmera, il pianista russo propone un viaggio speculare tra la Sonata n. 4 in mi bemolle maggiore op. 7 e le Sei Bagatelle op. 126 di Beethoven e la Sonata in si bemolle maggiore D. 960 di Schubert. Brani che proietteranno l’ascoltatore in due esegesi completamente opposte dello spirito romantico tedesco, con Schubert che sembra negare in ogni pagina della sua vertiginosa Sonata la stringente logica musicale beethoveniana all’epoca dominante.