Esiste una machina mater, un dispositivo di cura ed empatia a tutela dell’essere umano? Qual è il suo stato di salute oggi? Partendo dallo schema chimico innato delle madri, Laura Moro cerca una controparte di pensiero capace di riconoscere l’altro da sé, mettendo a confronto la figura iconica della vacca con la sua materialità concreta. Il corpo esausto della danzatrice si offre al pubblico senza tecnicismi, in un lavoro nato da residenze condivise con diverse comunità, sui limiti e sui cicli dell’iperproduttività applicati alla cura.