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Prosegue “Dekàmeron”, la Stagione 2026 di Musikàmera, che, in collaborazione con il Teatro La Fenice, offre al pubblico veneziano la possibilità di ascoltare i più grandi interpreti ed i migliori giovani talenti della musica da camera a livello internazionale. Alle Sale Apollinee del Teatro La Fenice di Venezia, sarà di scena il soprano Marina De Liso con Francesco Galligioni al violoncello e Roberto Loreggian al clavicembalo. Il programma del concerto prevede pagine di Tomaso Albinoni, Giovanni Benedetto Piatti e Georg Friedrich Händel. Programma dedicato a tre autori attivi tra fine ‘600 e metà del ‘700. Tomaso Albinoni (1671-1751), noto soprattutto per la musica strumentale, si distingue anche come autore vocale di grande raffinatezza. Nelle circa cinquanta cantate — tra cui le dodici dell’op. 4 (in programma la n. 2 e la n. 3) — adotta il modello barocco di recitativi e arie col da capo, esplorando temi amorosi con testi colti ispirati a Tasso, Dante e Petrarca. Pur senza eccessi virtuosistici, la sua scrittura rivela una forte intensità espressiva, sostenuta da accompagnamenti ricchi e colorati. Figura cosmopolita ed affascinante è Giovanni Benedetto Platti (1697-1763), compositore italiano attivo alla corte di Würzburg. Nelle sue sonate per violoncello e basso continuo, come la n. 6 in fa maggiore, emerge il ruolo sempre più autonomo dello strumento, trattato con sensibilità cantabile. La sua musica fonde eleganza italiana e introspezione tedesca, anticipando lo stile galante. Percorso inverso per Georg Friedrich Händel (1685-1759), che nel 1706 approda in Italia per perfezionarsi. Qui compone numerose cantate da camera, tra cui Lucrezia, intensa scena drammatica che prefigura sviluppi operistici futuri. Alla produzione tastieristica appartiene invece la Suite HWV 430, celebre per l’Aria con variazioni “Il fabbro armonioso”, esempio di brillante sintesi tra influenze francesi e italiane. Marina De Liso è apprezzata soprattutto nel repertorio barocco e classico, anche se la sua vocalità mezzosopranile le consente di affrontare un ampio spettro di ruoli. Si è distinta fin dagli inizi per l’attenzione allo stile e alla prassi esecutiva storicamente informata, collaborando con importanti direttori e ensemble specializzati nel repertorio antico. Nel corso della sua carriera ha lavorato con figure di primo piano come Claudio Abbado, Rinaldo Alessandrini e Ottavio Dantone. Francesco Galligioni è un violoncellista specializzato nel repertorio barocco e classico su strumenti storici. Ha studiato violoncello e viola da gamba presso il Conservatorio di Vicenza, perfezionandosi poi nella prassi esecutiva storicamente informata. È docente di violoncello barocco e viola da gamba al Conservatorio “Evaristo Felice Dall’Abaco” di Verona, dove contribuisce alla formazione di musicisti nel campo della musica antica. Roberto Loreggian è clavicembalista e organista apprezzato a livello internazionale per la sua interpretazione del repertorio barocco. Si è formato presso il Conservatorio di Padova, perfezionandosi poi nello studio del clavicembalo, dell’organo e della prassi esecutiva storica con importanti specialisti del settore. La sua attività artistica si concentra soprattutto sulla musica antica, con particolare attenzione alle opere di autori come Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel e Domenico Scarlatti.