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MASSIMO CARLOTTO

Mestre Bookfest 2026
giovedì
4 Giugno 2026
alle 21:00

Massimo Carlotto presenta per il Mestre Bookfest il suo ultimo libro La terra della mia anima (SEM, 2026).

Marco Buratti, detto l’Alligatore, è uno dei personaggi più memorabili della crime fiction italiana. Massimo Carlotto lo ha disegnato intingendo la penna in un romanticismo crepuscolare, fatto di notti insonni e cuori stanchi. Ex cantante blues, ex detenuto, investigatore senza licenza, bevitore di calvados, uomo fuori posto in un Paese che ha fatto dell’ipocrisia una professione, Buratti è diventato un mito. Accanto a lui, da undici romanzi e da trent’anni a questa parte, c’è sempre stato l’indimenticabile Beniamino Rossini, la spalla perfetta, l’uomo d’azione che porta al polso una teoria di bracciali: uno per ogni conto saldato. Vecchio contrabbandiere, conoscitore di rotte illegali e di regole non scritte, Rossini è quello che sa come muoversi quando la strada finisce, che riconosce l’odore della trappola prima che scatti e che, se decide di stare dalla tua parte, lo fa senza condizioni. Ma questa è solo metà della storia. Perché Beniamino non è nato dentro un romanzo. Lui è esistito davvero. Carlotto lo ha conosciuto. Sono diventati amici. Fratelli. E la sua esistenza è stata più complicata e avventurosa di qualsiasi trama noir.

Spallone al confine con la Svizzera, capitano di navi cariche di sigarette nel Mediterraneo, rapinatore gentile, contrabbandiere nell’Adriatico al tempo della guerra in Jugoslavia, Beniamino ha fatto quindici anni di carcere tra un’evasione e l’altra. È cresciuto nella miseria del dopoguerra, in una Milano affamata. Ha imparato presto che la legge protegge chi ha già tutto e schiaccia chi non ha niente. Ha ingannato le guardie e violato dogane, conosciuto l’amore sbagliato e l’amicizia vera. Dell’amicizia è stato un partigiano rigoroso.

La terra della mia anima è il canto basso e struggente di una malavita che non esiste più. Un’epica di confini attraversati nelle tenebre, di sigarette tra le labbra e legami che valgono più della vita stessa perché il tradimento pesa come una condanna eterna e la lealtà è l’unica ricchezza che non si può rubare. Così, mentre i “regolari” predicano la morale e praticano la sopraffazione, uomini come Rossini finiscono per incarnare una delle rare possibilità di vivere con decenza: guardandosi allo specchio senza mai abbassare gli occhi.

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