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Il latte dei sogni

21 giugno 2025

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18 giugno 2022
Una storia ancestrale, nascosta e dalle sfaccettature complesse, forse lontana dalle nostre terre ma capace di rispecchiare dinamiche tristemente comuni a molti scenari politico-geografici contemporanei. Il popolo uiguro affonda le proprie radici nelle terre dell’Oriente della Cina settentrionale, nella regione dello Xinjiang, fino ai paesaggi sospesi nel tempo della Mongolia. Oggi, però, questa identità vive soprattutto nella dispersione, portata avanti da comunità sparse in diverse parti del mondo. Danze, colori e musica delineano una cultura che continua a esistere attraverso le mani e gli sguardi di chi ne porta fieramente il nome. Le attuali condizioni delle minoranze uigure in Asia sono al centro di dibattiti complessi e controversi. Le politiche di sinizzazione promosse dal Partito Comunista cinese hanno sollevato forti critiche e divisioni anche all’interno di organismi internazionali come l’ONU. Molti restano gli angoli oscuri di questo scenario, ma è evidente il bisogno di spazi in cui poter raccontare e vivere liberamente la propria storia. È in questo contesto che l’arte diventa linguaggio universale: musiche leggere e vitali, capaci di trasportare con sé il soffio di venti lontani. Il collettivo Miras Silk Road, ospite di Incroci in Musica il prossimo 13 febbraio, offre al pubblico veneziano l’opportunità di ascoltare una narrazione che, nonostante la durezza della realtà, parla di gioia e vita. L’evento vede sul palcoscenico artisti provenienti da diverse realtà lungo la Via della Seta, con in prima fila la cantante solista Rahima Mahmut: un’esperienza d’ascolto che, attraverso strumenti tradizionali e composizioni originali, permette di avvicinarsi a eventi politici complessi da una prospettiva profondamente umana.