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Il latte dei sogni

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Una rassegna come Women For Freedom in Jazz, che esplora con la musica le anime e i pensieri più profondi degli autori classici e contemporanei, non può che concludersi con un evento intenso, che vede direttamente in scena due apprezzate voci che si uniranno in una sola: quelle di Namritha Nori, artista e musicista italo-indiana, residente tra Venezia e Istanbul, libanese d’adozione, e di Alba Nabulsi, giornalista, scrittrice e curatrice italo-palestinese. Cosa significa preservare le memorie della diaspora? Così come le tessitrici intrecciano trame complesse attraverso molteplici fili, le memorie diasporiche intrecciano immagini, suoni, colori e pratiche esperienziali che custodiscono identità plurali: quella collettiva e quella personale, quella del passato trasmesso e quella del presente in continua trasformazione. Da questo intreccio nasce un archivio non solo inteso come spazio fisico, ma come dispositivo dinamico, performativo e meditativo. Namritha e Alba porteranno sul palco il proprio archivio vivente, tessendo storie di diaspora, ricerca identitaria e spirituale: dall’India alla Palestina, da Istanbul a Beirut, fino a Venezia, immergeranno gli ascoltatori in un racconto intimo e potente di radici, memorie familiari e appartenenze che si riflettono nella storia di un intero popolo, quello palestinese, in cui l’archivio non si limita a conservarne le memorie, ma diventa testimone di nuovi Sé e di un’identità collettiva oltre i confini geografici. La musica di Namritha Nori nasce dall’incontro tra le sue molteplici radici culturali — dall’India a Venezia attraverso il Medio Oriente — intrecciando sonorità arabe, sefardite, anatoliche e contemporanee. Dopo una formazione lirico-operistica al Conservatorio Pollini di Padova, intraprende un percorso di ricerca artistica tra India, Beirut, Grecia e Istanbul, città centrale nel suo universo musicale. Nel 2015 fonda il gruppo Mi Linda Dama, dedicato al repertorio sefardita e alla world music. Con il progetto e album solista Traces&Roots (2024), il primo in veste di compositrice e cantante, sviluppa una ricerca originale tra Mediterraneo, jazz e linguaggi contemporanei, esibendosi in concerti e festival in Italia e all’estero. Alba Nabulsi è giornalista, scrittrice, curatrice indipendente ed educatrice. Collabora con The New Arab, Il Fatto Quotidiano, Il Manifesto, Art Tribune. Formatasi tra l’Italia (Scuola Superiore Sant’anna, IUAV Venezia, UNIPD) e Parigi (Université Paris 8 Vincennes Saint Denis), attraversa discipline filosofiche, sociologiche e geografiche con un approccio di genere, materialista, decoloniale ed intersezionale. È autrice di Lessico Palestinese, edito da Le Plurali. Ha fondato il collettivo Zaituna, con il quale promuove la cultura e il patrimonio palestinese. Ad accompagnare Namritha e Alba, le note e l’arco di Alvise Seggi al violoncello.
Women For Freedom in Jazz è una rassegna musicale ideata da Elena Ferrarese, nata nel 2017 nell’intento di supportare l’organizzazione umanitaria Women For Freedom. Nelle edizioni passate vi hanno partecipato alcune delle più originali e interessanti cantanti e musiciste della scena jazz italiana, e non solo. Durante i concerti, si fanno conoscere le tematiche di cui si occupa l’associazione e viene distribuito del materiale informativo. Grazie al pubblico e alla generosità della proprietà e dell’ospitalità firmata Cori (Hotel Carlton On The Grand Canal e Hotel Aquarius), con le precedenti edizioni sono stati donati 40 mila euro per i progetti di Women For Freedom, che opera in 6 Paesi diversi. Women For Freedom è un’associazione umanitaria indipendente che promuove la cultura del rispetto, apartitica e aconfessionale, nata nel 2014 per offrire protezione, assistenza e riabilitazione a donne, bambine e bambini vittime di tratta, sfruttamento sessuale, violenza e povertà in Italia e nel mondo.