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Dopo il successo dell’esecuzione schubertiana del 2021, Riccardo Muti torna alla Fenice alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, da lui stesso fondata, per uno straordinario concerto in programma il prossimo 9 ottobre. Da quando nel 1970 il maestro napoletano debuttò sul palco veneziano dirigendo il Magnificat di Bach e il Cristo al Monte degli Olivi di Beethoven, molteplici sono state le occasioni in cui egli si è trovato a esibirsi alla testa di prestigiose orchestre nella laguna, tra cui indubbiamente la più memorabile fu il concerto del 14 dicembre 2003, in occasione della riapertura del Teatro ricostruito.
La serata sarà aperta dal Coriolano op. 62 di Beethoven, ouverture composta nel 1807 per l’omonima tragedia di argomento romano di Heinrich Collin: quasi come una ricapitolazione dell’intera vicenda del leggendario condottiero, la composizione vede succedersi un solenne e marziale tono in Do minore, che rappresenta l’impeto bellicoso di Coriolano pronto a invadere Roma per vendicarsi dell’affronto subito, e un più delicato e compassionevole tono in Mi bemolle maggiore, immagine delle suppliche della madre Veturia che riusciranno a dissuaderlo dalla folle impresa. Seguirà il Concerto per flauto n. 2 in Re maggiore KV 314 di Mozart, con la parte solistica affidata al viennese Karl-Heinz Schütz: per verità trasposizione di un concerto per oboe in Do maggiore composto in precedenza, si tratta di una classica composizione mozartiana, di cui la parte più notevole è senz’altro l’allegro aperto iniziale, in cui spiccano l’agilità e il virtuosismo del flauto, impegnato in un serrato dialogo con gli archi che permette di apprezzare le capacità del solista. A concludere sarà ancora Beethoven, con la Sinfonia n. 7 in La maggiore op. 92. Eseguita per la prima volta l’8 dicembre 1813, meritò la definizione di “apoteosi della danza” da Richard Wagner; benché sia stata per lungo tempo ritenuta meno importante rispetto ad altre sinfonie del compositore di Bonn, essa rappresentò una svolta fondamentale nella storia della sinfonia beethoveniana e romantica in generale, e pose le basi di una vicenda musicale che porterà alla celeberrima Nona.