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Per il primo appuntamento del programma Extended, ciclo di performance curato da Ilaria Mancia, la danzatrice e coreografa Ewa Dziarnowska presenta This resting, patience, una durational performance di tre ore che dissolve lentamente la percezione del tempo e apre una dimensione porosa e sensibile dell’esperienza.
La coreografia si sviluppa come un processo di continua trasformazione, in cui la danza intreccia attrazione, ripetizione e sentimento in un respiro condiviso. I corpi si offrono allo sguardo come un archivio vivo di sensualità inespressa, attraversato da minime variazioni e da un’energia che si dispiega nella lunga durata.
La struttura dell’opera è aperta: il pubblico può entrare e uscire liberamente, sostare ai margini oppure avvicinarsi fino a cogliere i dettagli più impercettibili – un tremito del corpo, un rossore del volto. La prossimità diventa così parte integrante dell’esperienza, accorciando la distanza critica e immergendo lo spettatore nella dimensione fisica e sensuale che si genera nello spazio.
Pensata come un’installazione fatta di corpi, la performance assume la forma di una scultura vivente che si trasforma tra momenti di intensità e improvvisi svelamenti di fragilità. Anche l’ambiente muta continuamente: luci, distanze e prospettive ridefiniscono l’atmosfera, accompagnando l’evoluzione del movimento. Nella lunga durata ciò che conta non è tanto l’evento in sé, quanto il modo in cui accade. La nudità, intesa come stato di esposizione e fiducia, diventa un gesto consapevole e delicato che genera una sensualità priva di gerarchie, sospendendo le convenzioni dello sguardo e trasformando il presente in un tempo di attenzione, energia e tenerezza.
Vive a Berlino e lavora nel campo della performance e della ricerca, Ewa Dziarnowska sviluppa una pratica fondata sull’improvvisazione come metodo e filosofia. I suoi progetti recenti – tra cui A Room With a Better View e This resting, patience – indagano il movimento come forma di conoscenza, attraverso l’attenzione alla sensazione, al ritmo e alla relazione. Il suo lavoro è stato presentato in numerosi spazi europei, tra cui Sophiensaele, Schwere Reiter e Tanzquartier Wien, oltre che in festival come Santarcangelo Festival, Moving in November e What You See Festival. Come performer ha collaborato, tra gli altri, con Alex Baczyński-Jenkins, Michele Rizzo, Ofelia Jarl Ortega ed Enad Marouf.