
82. Venice Film Festival

81. Venice Film Festival

80. Venice Film Festival

79. Venice Film Festival

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Arte Guide
Foreigners Everywhere

The Biennale Architecture Guide
The Laboratory of the Future

The Biennale Arte Guide
Il latte dei sogni

21 giugno 2025

22 giugno 2024

17 giugno 2023

18 giugno 2022
Appuntamento con il Trio Kobalt (Irené Fiorito, violino; Lorenzo Guida, violoncello; Riccardo Ronda, pianoforte), per la rassegna curata dall’Archivio Musicale Guido Alberto Fano Ets, impegnato in un programma che osa mettere a confronto il repertorio cameristico tedesco dell’Ottocento con la produzione strumentale italiana a cavallo fra Otto e Novecento. Saranno infatti eseguite musiche di Mendelssohn, Marco Enrico Bossi e tre composizioni di Guido Alberto Fano fra cui la prima esecuzione moderna di Arcano!, un trio il cui manoscritto è andato perduto e che per decenni è rimasto solo un titolo su un catalogo. Il mistero della sparizione di Arcano! e di ciò che quel brano nasconde, si svela cinquant’anni dopo, quando, frugando tra nastri dimenticati, riappare una audiocassetta di mezzo secolo fa, contenente la registrazione di un concerto del 1975. Una registrazione realizzata dal nipote del compositore, un quattordicenne seduto fra il pubblico, con un vecchio registratore casalingo a cassette dalla fedeltà poco rassicurante e ben lontana da quella dei registratori digitali di oggi: fruscii, crepitii, colpi di tosse, un suono velato di polvere e di tempo. Ma abbastanza per riportare la musica in vita, grazie al lavoro paziente e appassionato del pianista Riccardo Ronda, che ha curato la ricostruzione dell’opera rendendola di nuovo eseguibile. Arcano! sarà eseguito nel cuore del concerto assieme ad altri due pezzi composti nello stesso periodo: Ansietà per violino e pianoforte e Allegretto scherzoso per violoncello e pianoforte. Il concerto inizierà con il Trio op. 107 del compositore e organista lombardo Marco Enrico Bossi, che fu anche direttore del Conservatorio di Venezia dal 1895 al 1902. Il suo Trio op. 107 si inserisce nella tradizione del tardo romanticismo, ma presenta anche episodi di quelle che all’epoca erano certamente ardite tonalità. Chiuderà il concerto un capolavoro del romanticismo tedesco, il Trio op. 49 di Mendelssohn, alla cui prima esecuzione Schumann ne salutò l’autore come «il Mozart del nostro momento storico», riconoscendo nell’opera quell’equilibrio interiore che contraddistingue l’intera produzione del compositore amburghese.